Come le imprese in Veneto hanno risposto all’epidemia

Le imprese in Veneto sono state fortemente condizionate dalla situazione che si è determinata a causa della diffusione della pandemia di coronavirus. È chiaro che l’epidemia ha avuto dei risvolti anche di carattere economico. Tuttavia, come evidenzia un rapporto elaborato dall’ufficio statistica della Regione Veneto, le imprese sono proprio quelle che in questa regione hanno mostrato forti segni di resistenza e potenzialità di recupero. Il rapporto della Regione Veneto ha preso in considerazione 103.000 imprese, mettendo in evidenza come circa tre imprese su dieci abbiano lavorato anche nei mesi in cui è stato imposto il lockdown. Il 32% delle imprese è riuscito a riprendere prima del 4 maggio, una percentuale che è superiore al valore medio nazionale.

La rivisitazione delle abitudini della gestione dei risparmi

In generale i riflessi in campo economico determinati dalla pandemia e dal lockdown ci sono stati. Infatti sono cambiati le abitudini e il modo in cui i contribuenti hanno cercato di mettere a frutto i loro risparmi.

Come evidenziato anche su www.zonatrading.it, molti hanno cercato di imparare ad investire attraverso il trading online, definendo questa opportunità come molto significativa. Il trading online ultimamente è cresciuto molto, perché tanti utenti hanno visto come una possibilità importante quella di investire un certo capitale attraverso anche i servizi di intermediazione offerti dalle varie piattaforme online.

Letteralmente trading significa compravendita online e, se vogliamo essere più precisi, si tratta della possibilità di scambiare titoli e strumenti proprio attraverso i broker che svolgono la funzione di mediazione.

Che cosa ha aiutato le imprese in Veneto

Abbiamo detto che le imprese in Veneto, nonostante le difficoltà imposte dalla crisi economica derivante dalla diffusione dell’epidemia, hanno comunque mostrato segni importanti di resistenza.

Ci sono stati dei fattori che comunque sono intervenuti in maniera consistente per aiutare le imprese venete a tenere duro durante il lockdown.

Soprattutto sono stati messi in atto degli aiuti rappresentati dagli ammortizzatori sociali. Inoltre la regione ha saputo intervenire in maniera costante e regolare nel dare la possibilità di nuove modalità di gestione del personale, per esempio attraverso i congedi e lo smart working.

Più del 60% delle imprese venete ha fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni o ad altri strumenti molto simili, come il fondo integrazione salariale. Più del 46% delle imprese in Veneto ha utilizzato lo smaltimento delle ferie maturate dai dipendenti.

Ma sono molti gli elementi che hanno contribuito a far resistere le aziende. Per esempio alcuni hanno adottato il sistema della riduzione delle ore o dei turni di lavoro oppure altre forme di rimodulazione dei giorni di lavoro. Altre aziende si sono occupate della formazione aggiuntiva dei lavoratori.

Segni di preoccupazione sono stati mostrati soprattutto per quanto riguarda la crisi di liquidità. Infatti questo rappresenterebbe un fattore che preoccupa più di un’impresa su tre, anche in termini di rischi operativi.

Più del 30% delle aziende in Veneto evidenzia anche preoccupazioni sul fatto che possa ridursi la domanda sia a livello locale che a livello nazionale dei prodotti e dei servizi.

Soltanto il 13,5% delle aziende ha dichiarato di non aver avuto alcun effetto negativo derivante dalla crisi epidemiologica e sanitaria che ha interessato il nostro Paese. Comunque il 43,5% delle imprese in Veneto, proprio per far fronte alla crisi di liquidità, ha dovuto ricorrere a dei debiti bancari.

Il tutto anche attraverso delle agevolazioni che sono state messe a disposizione, come il differimento nei rimborsi dei debiti. Dal rapporto elaborato dalla Regione emerge anche come un’impresa su quattro ha fatto ricorso a modificare alcune condizioni e termini di pagamento con i fornitori. Inoltre 6 imprese su 10 hanno cercato nuove strade per cercare di reinventarsi.

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