QUESTURA DI PADOVA: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA 19ENNE TUNISINO, SENZA FISSA DIMORA ED IRREGOLARE, IN FLAGRANZA DIFFERITA PER ATTI PERSECUTORI NEI CONFRONTI DELLA EX FIDANZATA 15ENNE.

QUESTORE DISPONE ALLONTANAMENTO DAL TERRITORIO NAZIONALE E COLLOCAMENTO PRESSO CPR DI MILANO. RINTRACCIATO ED ARRESTATO ANCHE UN 40ENNE TUNISINO CHE DEVE SCONTARE CONDANNA A 5 ANNI PER REATI CONTRO LA PERSONA E IL PATRIMONIO.

Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio disimpegnati dalle pattuglie della Polizia di Stato di Padova, le pattuglie della Questura, nel pomeriggio di martedì 1° e di mercoledì 2 aprile, hanno tratto in arresto due cittadini tunisini, di cui un 19enne, in flagranza differita, in zona Mortise, per il reato di atti persecutori posti in essere nei confronti della ex fidanzata minorenne e di sua madre, ed un 40enne in esecuzione di Ordine di carcerazione, in piazza Salvemini, per aver commesso diversi reati contro il patrimonio e la persona.

Nello specifico, intorno alle ore 14.00, una Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico interveniva in via Madonna della Salute, su segnalazione della Sala Operativa, presso un bar dove la richiedente, 35enne padovana, si trovava insieme alla figlia 15enne e chiedeva aiuto in quanto l’ex fidanzato della ragazzina le aveva minacciate, poco prima, con un coltello ed entrambe si erano rifugiate all’interno del locale.

Gli agenti sul posto accertavano che la minore conosceva da circa un anno il ragazzo, cittadino straniero di origini tunisine il quale, con il passare del tempo, si era dimostrato violento e prevaricatore e che, in più occasioni, l’aveva aggredita fisicamente.

Le due donne raccontavano, inoltre, agli agenti che negli ultimi mesi la situazione era sempre più difficile poiché il ragazzo le minacciava e insultava con messaggi e telefonate quasi quotidianamente, sia di notte che di giorno e, in più occasioni, aveva minacciato la minore di non lasciarlo altrimenti avrebbe fatto una brutta fine.

Nella serata di lunedì 31 marzo, madre e figlia si erano recate al bar per incontrarlo al fine di comunicargli la definitiva rottura della relazione ma ne era nata, dapprima una discussione che poi era passata alle vie di fatto.

In particolare, il cittadino tunisino aveva tirato i capelli alla ragazzina e l’aveva poi colpita con un pugno e, quando la madre era intervenuta per difenderla, era stata a sua volta picchiata al viso.

A seguito di quegli atti di violenza, le due donne erano scappate rifugiandosi in casa dell’ex marito, padre della minore e il ragazzo, per raggiungerle, si era arrampicato sulla grondaia del condominio, raggiungendo il balcone dell’abitazione del padre, battendo con violenza alla finestra per poi allontanarsi prima dell’arrivo della Polizia.

Quella stessa sera di lunedì 31 marzo, madre e figlia si erano recate in Pronto Soccorso, dove alla minore venivano diagnosticati 10 giorni di prognosi per trauma cranico, mentre alla donna 7 giorni per contusioni e abrasioni al volto e trauma cranico.

Alle ore 15.00 di martedì 1 aprile, la Volante veniva inviata, in zona Mortise, a casa della nonna della 15enne la quale, preoccupata per la minore, chiamava la linea di emergenza riferendo che il giovane tunisino probabilmente si trovava sotto casa sua, ed in effetti i poliziotti, circa 15 minuti più tardi, lo rintracciavano non molto distante.

Gli operatori lo accompagnavano in Questura dove emergeva, dai primi accertamenti effettuati, la presenza di alcune conversazioni tra i due giovani, tramite WhatsApp, nelle quali il ragazzo, qualche ora prima di essere fermato, le aveva scritto minacce gravi, promettendole di farle del male.

Pertanto, vista la flagranza differita ai sensi dell’articolo 582 CPP del reato di atti persecutori commesso nei confronti della minore e di sua madre, fatti accertati anche a seguito della querela sporta dalle due donne, in cui emergeva come le condotte, anche violente, poste in essere dal ragazzo fossero abituali e reiterate nel tempo cagionando forte timore nelle stesse per la propria incolumità, il cittadino tunisino veniva arrestato e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.

Si tratta di un 19enne tunisino, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale, con precedenti penali e di polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti, false attestazioni sulla propria identità e lesioni, per aver ferito con coltello, in concorso con altre persone, lo scorso 5 febbraio, un connazionale.

Nella mattinata di giovedì 3 marzo il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova, all’esito dell’udienza, ha convalidato l’arresto del 19enne e disposto il Divieto di avvicinamento alla persona offesa, concedendo contestualmente il nulla osta all’espulsione.

Pertanto il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha disposto il collocamento del giovane tunisino presso il C.P.R. di Milano, dove è stato accompagnato dai poliziotti della Questura, in attesa del rimpatrio, per il definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

Nella giornata di mercoledì 2 aprile, inoltre, le pattuglie della Squadra Mobile hanno rintracciato in Piazza Salvemini un 40enne cittadino tunisino che deve scontare una pena detentiva di quasi 5 anni.

Lo straniero, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, ha commesso dal 2021 al 2023 diversi reati contro il patrimonio (furti e ricettazioni) e contro la persona (lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale), che hanno determinato il cumulo di pena.

Complessa si è rilevata l’individuazione e poi l’arresto. L’uomo, infatti, celava la propria identità, facendo ricorso a vari alias: 6 sono stati quelli accertati.

I poliziotti della Squadra Mobile lo ricercavano da tempo: l’individuazione e poi il fermo è avvenuto in Piazza Salvemini e, a seguito degli accertamenti di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Padova “Due Palazzi” dove sconterà la sua condanna.

(Questura di Padova)