
17 maggio 2025
(Arv) Venezia 17 Venezia 2025 – “L’esito nel territorio veronese del bando regionale per il reperimento dei medici di famiglia, dopo l’entrata in vigore del nuovo contratto collettivo, segna un fallimento preoccupante: le appena 35 adesioni sui 354 incarichi vacanti dimostrano che bisogna agire diversamente e che l’emergenza della sanità territoriale dovrebbe essere al primo posto sul tavolo della Giunta regionale”.
Lo dice la consigliera regionale del Pd Anna Maria Bigon.
“Da anni – ricorda la vicepresidente della commissione consiliare sanità – diciamo che la medicina territoriale è essenziale, anche per ridurre le liste d’attesa. In questi anni, in Consiglio regionale, mi sono sempre confrontata con i medici di famiglia e i loro rappresentanti: parliamo di professionisti eccellenti, che amano il loro lavoro e che ogni giorno, pur essendo sommersi dalle richieste, forniscono risposte a decine e decine di pazienti, cercando di preservare quel rapporto di fiducia che è il valore aggiunto di questa professionalità. Vanno messi nelle condizioni di lavorare serenamente fornendo loro un supporto amministrativo costante, premessa indispensabile affinché i bandi siano partecipati”.
“Nel corso di questa legislatura – ricorda l’esponente Dem – abbiamo presentato ripetutamente proposte ed emendamenti al bilancio per chiedere l’aumento dell’importo delle borse, con l’obiettivo di valorizzare la professione e tenere in piedi la medicina territoriale. Recentemente, è stato approvato dalla commissione consiliare Sanità il Progetto di legge che ho presentato per rendere la medicina generale una vera e propria specializzazione universitaria, con borse di studio parificate alle altre specialità e buone prospettive di carriera”.
“È questa la strada da seguire, puntando sui giovani, per invertire una rotta che al momento appare disastrosa”, conclude Anna Maria Bigon.
