Cura pastorale “di squadra” per Cresole e Rettorgole

Un diacono, sua moglie e tre membri del gruppo ministeriale. È a questa “squadra” che il Vescovo Giuliano ha affidato una partecipazione alla cura pastorale della parrocchie di Cresole e Rettorgole, nell’Unità pastorale di Caldogno e Villaverla, assieme al parroco in solido dell’Up don Alessandro Peroraro quale moderatore. I “convocati” in questa squadra sono il diacono Francesco Stropparo con la moglie Emanuela Uderzo e i componenti del gruppo ministeriale Alessandra Dalla Pria, Silvana Previtali, Andrea Sinigaglia. «Questa proposta del Vescovo è stata accolta molto volentieri, credo sia un modo per cercare di aprire una strada nuova e mostrare un nuovo volto di Chiesa – commenta don Alessandro Pegoraro -. Lo vedo come un progetto pilota, un laboratorio, fondato sulla stima reciproca tra le persone coinvolte».

Rettorgole e Cresole non state tra le primissime parrocchie in Diocesi a diventare Unità pastorale, oltre trent’anni fa. Il percorso delle due comunità si è quindi in trecciato con quello di Caldogno nel 2019 e successivamente con Villaverla, e Novoledo, costituendo l’attuale Unità pastorale da cinque parrocchie con due parroci in solido, don Simone Stocco e don Alessandro Pegoraro. L’affidamento di una partecipazione alla cura pastorale della parrocchia è resa possibile dal paragrafo 2 del canone 517 del Codice di diritto canonico. «Questo paragrafo – spiega don Adolfo Zambon, Cancelliere vescovile – prevede che la partecipazione nell’esercizio della cura pastorale di una parrocchia possa essere affidata ad un diacono, ad una persona non insignita del carattere sacerdotale o ad una comunità di persone, e che ci sia un sacerdote come moderatore della cura pastorale, al quale fare riferimento. Non può infatti esserci una comunità senza un presbitero che assicuri il legame con il Vescovo e con la Chiesa universale». Sulla base di questa interpretazione lo scorso dicembre è stata affidata la partecipazione alla cura pastorale della parrocchia di San Tomio di Malo al diacono Bruno Gasparin, con don Giampaolo Barausse quale moderatore. A Cresole e Rettorgole però è stato fatto un passo in più: «Nel caso di San Tomio l’incarico del diacono ha validità un anno con il compito di preparare la parrocchia ad entrare nell’Unità pastorale di Malo – spiega Francesco Stropparo -. Qui a Cresole e Rettorgole non c’è questa necessità, perché già da tempo quel percorso è stato compiuto. La riflessione partita nel 2023 partiva dalla necessità, all’interno di una Up grande e formata da realtà diverse tra loro, di avere un punto di riferimento». L’incarico affidato al diacono Stropparo e agli altri ha durata di tre anni. «Abbiamo iniziato a lavorare, le premesse sono buone», conclude Stropparo.

Andrea Frison

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(Diocesi di Vicenza)