GIOVEDI POMERIGGIO IN LARGO EUROPA DUE RAPINATORI, CHE VIAGGIAVANO A BORDO DI UNA MOTO DI GROSSA CILINDRATA, PER SOTTRARRE L’OROLOGIO ALLA VITTIMA, NON HANNO ESITATO AD AGGREDIRLA BRUTALMENTE. IL TERZO RAPINATORE, PROBABILMENTE CON FUNZIONE DI “PALO”, VIAGGIAVA A BORDO DI UN’AUTO PRESA A NOLEGGIO. I TRE RAPINATORI DURANTE LA PERQUISIZIONE DELLA LORO AUTO SONO STATI TROVATI IN POSSESSO DI DIECI OROLOGI DI VALORE RUBATI IL GIORNO PRIMA AD UN RAPPRESENTANTE ORAFO DI BOLOGNA. DUE DEGLI ARRESTATI ERANO GIA’ SOTTOPOSTI AGLI ARRESTI DOMICILIARI E SONO STATI ARRESTATI ANCHE PER EVASIONE, UNO DEI DUE INOLTRE E’ STATO ARRESTATO ANCHE PERCHE’ TROVATO IN POSSESSO DI UN DOCUMENTO FALSO VALIDO PER L’ESPATRIO. DOPO L’ARRESTO, I TRE RAPNATORI SONO STATI CONDOTTI PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE “DUE PALAZZI” DI PADOVA E MESSI A DISPOSIZIONE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA. IL QUESTORE DELLA PROVINCIA DI PADOVA, MARCO ODORISIO, HA INOLTRE ATTIVATO LA DIVISIONE DI POLIZIA ANTICRIMINE, AI FINI DELL’ADOZIONE DI MISURE DI PREVENZIONE NEI CONFRONTI DEI TRE SOGGETTI.
La Polizia di Stato ha arrestato nel primo pomeriggio di giovedì 25 settembre, tre pluripregiudicati napoletani, con numerosissimi precedenti per furti e rapine, che hanno tentato di rapinare un orologio del valore di 80.000 Euro ad un 46enne imprenditore padovano in Largo Europa.
L’uomo era da poco uscito dal suo ufficio per la pausa pranzo e stava raggiungendo a piedi un bar della zona quando si è visto tagliare la strada da una motocicletta di grossa cilindrata con bordo due sconosciuti che di fatto lo hanno costretto a fermarsi.
Mentre il conducente della moto rimaneva a bordo del veicolo, accelerando ripetutamente per coprire con il rumore del motore le grida della vittima, il secondo soggetto colpiva violentemente più volte il malcapitato che al polso portava un orologio di marca del valore di oltre 80.000 Euro e che resisteva all’aggressione nonostante i continui calci e pugni ricevuti in ogni parte del corpo ed i tentativi di strappargli l’orologio indossato.
Subito dopo, i due rapinatori, forse disturbati dall’avvicinarsi di alcuni passanti che avevano assistito alla scena, scappavano lasciando a terra la vittima ferita, a bordo della moto in direzione del casello di Padova Ovest, dove un complice li attendeva a bordo di un’autovettura.
L’immediato intervento dei poliziotti della Squadra Mobile di Padova e Bologna, che stavano indagando su un furto avvenuto il giorno precedente a Bologna, ha consentito di bloccare i rapinatori che tuttavia, alla vista dei poliziotti, si sono dati alla fuga: due sono stati bloccati nei pressi del casello di Padova Ovest, mentre il terzo è stato bloccato in Via Sacro Cuore.
Una volta fermati, i tre rapinatori sono stati accompagnati in Questura per l’identificazione e la perquisizione effettuata a loro carico ha consentito di ritrovare all’interno dell’auto, ben occultati tra la scocca e l’abitacolo, 8 orologi provenienti da un furto commesso il giorno precedente a Bologna ai danni di un rappresentante orafo, mentre altri due orologi provenienti dallo stesso furto erano indossati al polso di due dei rapinatori arrestati.
Nell’auto è stata trovata anche la riproduzione di una targa per moto che era stata utilizzata in Largo Europa per coprire quella originale del veicolo utilizzato per la rapina, nonché indumenti e giubbotti tecnici per motociclisti.
L’autovettura presa a noleggio con tutto il materiale trovato a bordo nonché la moto di grossa cilindrata utilizzata per portare a segno il colpo in Largo Europa sono state poste sotto sequestro.
Gli accertamenti della Squadra Mobile di Padova hanno consentito di appurare che i tre uomini, rispettivamente di 47, 48 e 66 anni, sono tutti nati e residenti a Napoli, con numerosissimi precedenti per reati contro il patrimonio, tutti furti e rapine, la maggior parte dei quali commessi negli anni con la stessa tecnica.
Uno dei tre, 47anni, nato a Napoli, avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari come disposto dal Tribunale di Lucca a seguito dei fatti verificatisi a giugno 2025 quando a Pietrasanta (LU) a bordo di un motoveicolo di grossa cilindrata del tutto simile a quello utilizzato per la rapina di Largo Europa non si fermava all’alt imposto da una pattuglia dando origine ad un inseguimento cui partecipavano vari equipaggi fino a quando la moto andava a collidere contro un’autovettura di servizio. Solo a seguito di quello scontro l’uomo che si trovava alla guida della moto si arrendeva e veninva catturato.
Lo stesso era già stato arrestato nel 2017 in provincia di Massa Cararara perché responsabile in concorso con altri soggetti, tra cui uno degli altri due arrestati in Largo Europa, della rapina a mano armanta di una valigia contenente gioielli vari per un importo di circa 300.000 Euro, ai danni di un rappresentante di preziosi e nel 2021 per aver derubato in un area di servizio nei pressi di Genova una rappresentante orafa dopo aver infranto il vetro della sua auto impossessandosi del campionario di gioielli che trasportava, per un valore di circa 130.000 Euro, prima di fuggire a bordo di una moto di grossa cilindrata guidata da un complice.
Sempre lo stesso soggetto, nel 2012 era stato arrestato in Olanda e successivamente estradato in Italia perché resonsabile di una rapina commessa con un complice in provincia di Savona quando aveva aggredito un gioiellire nei pressi del suo negozio rapinandogli una valigetta contenente gioielli per 250.000 Euro prima di fuggire a bordo di una moto di grossa cilindrata.
Anche il secondo rapinatore, napoletano di 48 anni, avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari a seguito della condanna per il furto commesso nel 2021 nell’area di servizio ed era già stato coinvolto in un’indagine relativa al furto di un’importante opera d’arte avvenuto nel 2021 nella Basilica di San Domenico di Napoli. Sempre nel 2021 era stato denunciato per un furto con strappo commesso ai danni di un rappresentante orafo di Pesaro, quando a bordo di una motocicletta di grossa cilindrata con targa clonata ed avvalendosi della complicità di altri soggetti a bordo di un’autovettura avvicinava un gioielliere che stava salendo a bordo della propria auto con un campionario di preziosi del valore di 30.000 Euro in una borsa che portava a tracolla e che gli strappava fuggendo subito dopo in moto.
Il terzo rapinatore, 66enne napoletano, annovera le prime condanne per furto già dal 1980, con numerosi episodi successivi fino al 2011 quando è stato condannato a 5 anni di reclusione in concorso con altri soggetti per aver rapinato alcuni anni prima un rappresentante orafo di Bologna impossessandosi del campionario di gioielli che aveva con sé del valore di 150.000 Euro. Nel 2005, era poi stato arrestato a seguito di misura cautelare emessa dal G.I.P. di Firenze in quanto ritenuto partecipe di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine.
La vittima è stata subito soccorsa dal personale di Polizia intervenuto ed accompagnata in ospedale per le cure del caso, al termine delle quali è stata dimessa con la frattura di una costola e contusioni varie.
Al termine degli accertamenti in Questura i tre rapinatori sono stati tratti in arresto per la tentata rapina in concorso tra loro e denunciati per la ricettazione degli orologi rubati a Bologna il giorno precedente.
I due rapinatori risultati attualmente sottoposti ad arresti domiciliari e di conseguenza arrestati anche per evasione, ed uno di questi due, trovato in possesso di un documento falso arrestato anche per tale rato.
Nel corso della notte, al termine degli atti in Questura i tre sono stati ristretti presso la casa Circondariale di Padova in attesa della convalida dell’arresto.
Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha inoltre attivato la Divisione di Polizia Anticrimine della Questura ai fini dell’adozione di una misura di prevenzione nei confronti di tutti e tre i soggetti.
