ARRESTATO 35ENNE TUNISINO IRREGOLARE, PLURIPREGIUDICATO PER RAPINE, FURTO E SPACCIO, LADRO SERIALE SPECIALIZZATO IN FURTI NOTTURNI IN ABITAZIONE: AGIVA NONOSTANTE PRESENZA IN CASA DELLE VITTIME CHE DORMIVANO, SOTTRAENDO PORTAFOGLI E CARTE DI CREDITO

DOPO I FURTI, IN CONCORSO CON UN ALTRO SOGGETTO, UN 60ENNE ALGERINO IRREGOLARE, UTILIZZAVANO INDEBITAMENTE LE CARTE DI CREDITO SOTTRATTE PER EFFETTUARE ACQUISTI PRESSO TABACCHERIE, BAR E NEGOZI IN CENTRO CITTA’. ENTRAMBI SENZA FISSA DIMORA, A SEGUITO DI MIRATI SERVIZI DA PARTE DELLA SQUADRA MOBILE, SONO STATI INDIVIDUATI E ACCOMPAGNATI IN QUESTURA. IL TUNISINO ARRESTATO, CON PRECEDENTI PENALI E DI POLIZIA ANCHE SPECIFICI, E’ STATO CONDOTTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI PADOVA, MENTRE IL 60ENNE ALGERINO, DENUNCIATO IN STATO DI LIBERTA’, IRREGOLARE SUL TERRITORIO NAZIONALE E CON PRECEDENTI PENALI E DI POLIZIA, CON PROVVEDIMENTO DEL QUESTORE DI PADOVA, E’ STATO COLLOCATO PRESSO CENTRO PER IL RIMPATRIO DI MILANO PER MOTIVI DI PERICOLOSITA’ SOCIALE, AL FINE DELL’ALLONTANAMENTO DAL NOSTRO PAESE.

Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio effettuati dalle pattuglie della Questura di Padova, con particolare attenzione alla prevenzione e contrasto di reati predatori nelle abitazioni, i poliziotti della Squadra Mobile nella nottata di mercoledì 3 settembre hanno tratto in arresto in quasi flagranza di reato, un uomo che aveva perpetrato poco prima il furto in un’abitazione in Via Menabuoi a Padova, mentre i proprietari di casa dormivano, e che già aveva consumato e tentato di consumare furti del tutto analoghi nelle giornate precedenti.

Infatti  un cittadino verso le ore 6 di mercoledì 3  settembre, contattava il numero di emergenza “113”della Questura di Padova, in quanto sul suo telefono cellulare aveva ricevuto alcuni messaggi di notifica dall’Istituto di credito di appartenenza per dei pagamenti effettuati con la carta di credito. Insospettito, dopo aver svegliato la moglie, si alzava dal letto riscontrando che alcuni cassetti erano stati messi a soqquadro ed erano stati sottratti dei capi d’abbigliamento e il portafogli contenente le carte di credito con cui, alle ore 6.00 del mattino, erano stati effettuati 6 indebiti pagamenti presso tabaccherie di Padova, ciascuno dell’importo di 20 Euro, nonché un pagamento di 13 Euro presso un bar del centro storico.

I poliziotti della Squadra Mobile, prontamente intervenuti, riscontravano degli elementi investigativi comuni con un altro furto in abitazione avvenuto nella notte del 31 agosto in Via Jappelli ai danni di una donna che mentre dormiva, subiva l’intrusione del ladro che si impossessava della sua borsa contenente un portafogli con documenti identificativi, carte di credito, un telefono cellulare, le chiavi dell’autovettura e la somma circa 800 Euro in contanti.

Anche in quel caso, il malvivente, dopo aver perpetrato il furto in appartamento nel corso della notte, aveva poi utilizzato indebitamente la carta di credito sottratta dalla borsa della donna, per effettuare alcuni pagamenti e acquisti, per un totale di circa 50 Euro circa, presso alcuni negozi del centro, sino a quando la carta era stata bloccata dalla titolare.

Gli investigatori individuavano elementi comuni anche con un precedente tentativo di furto in abitazione in Via Loredan, commesso verso le 10 del mattino del 31 agosto, non andato a segno perché il ladro veniva notato dalla stessa vittima, una donna di circa 90 anni che, mentre si pettinava allo specchio, notava il riflesso di un uomo alle sue spalle.

 La vittima, impaurita, iniziava ad urlare, attirando l’attenzione dei parenti e vicini di casa che, una volta affacciatisi, vedevano scappare l’uomo dal balcone del primo piano e di cui riuscivano a fornire indicazioni circa l’abbigliamento indossato.

Considerando il modus operandi l’attenzione degli investigatori si concentrava su soggetti nullafacenti, con precedenti specifici in materia di reati predatori, che frequentano la zona della stazione ferroviaria.

Dalla visione delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, la Squadra Mobile accertava poi che, mentre ad effettuare i furti era un solo soggetto, al momento dell’indebito utilizzo delle carte di credito all’autore del furto si aggiungeva un’altra persona, un uomo magrebino, con cui effettuava le varie indebite spese: da pacchetti di sigarette a consumazioni al bar.

Così, a partire dal 31 agosto sino al giorno dell’arresto, la Squadra Mobile ha predisposto mirati servizi al fine di individuare il luogo dove dormivano i due soggetti, nel frattempo identificati in un 35enne tunisino, irregolare sul territorio nazionale, con numerosi precedenti di polizia e penali in materia di reati contro il patrimonio, senza fissa dimora, ritenuto l’autore dei furti e degli indebiti utilizzi delle carte di credito; e un 60enne algerino, irregolare sul territorio, tossicodipendente e senza fissa dimora, con precedenti penali e di polizia, che invece concorreva nell’indebito utilizzo delle carte di credito.

In data 3 settembre, dopo aver effettuato il furto in Via Menabuoi con il successivo indebito utilizzo della carta di credito, i poliziotti della Squadra Mobile hanno intercettato i due soggetti in Via Tommaseo e li hanno condotti in Questura.

L’autore dei furti e del tentativo di furto, veniva trovato in possesso delle carte di credito da poco sottratte in Via Menabuoi, ed i poliziotti riuscivano ad individuare il luogo dove lo stesso aveva da circa un mese stabilito un giaciglio di fortuna, in un cantiere non distante dalla Stazione ferroviaria.

In quel luogo, oltre a trovare le carte di credito e capi di abbigliamento sottratti nel corso dei furti in abitazione, i poliziotti ritrovavano una borsa contenente dei mazzi di chiavi, documenti identificativi e vari effetti personali, appartenenti ad una dipendente dell’Ospedale cittadino, e sottratta nel mentre la donna, all’interno del suo ufficio, l’aveva lasciata per pochi istanti appoggiata sul davanzale della finestra al primo piano. Dall’interno mancavano tre braccialetti in oro, che la derubata aveva in borsa, in quanto doveva portarli, al termine dell’orario di lavoro, in riparazione da un gioielliere.

Alla luce di quanto analiticamente riscostruito dalla Squadra Mobile, il 35enne tunisino veniva tratto in arresto per furto in abitazione, commesso il 3 settembre in Via Menabuoi e per il conseguente indebito utilizzo delle carte di credito; e contestualmente indagato per gli altri furti in abitazione, quello commesso in Via Jappelli, il tentativo di furto di Via Loredan e per la ricettazione della borsa trovata presso il giaciglio di fortuna dello stesso.  

Il 35enne tunisino ha numerosi precedenti penali e di polizia: è stato scarcerato ad aprile 2025, dopo essere stato applicato nei suoi confronti un cumulo di pene ad un anno e 8 mesi di reclusione, per una rapina commessa nel 2023 all’interno di un supermercato ove aveva malmenato la guardia giurata per guadagnarsi la fuga; per aver rapinato un ragazzo che, in tarda serata, stava effettuando un prelevamento ad uno sportello bancomat e per aver commesso, nel medesimo anno, tre diversi furti in supermercati e negozi di abbigliamento a Padova. Anche nel 2020 era stato in carcere per una condanna ad 1 anno e 6 mesi per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, quale cumulo di pene per le diverse condanne subite quale “spacciatore di strada”.

Al termine degli accertamenti di rito, l’uomo, irregolare sul territorio nazionale, è stato posto a disposizione della Procura della Repubblica di Padova e associato presso la Casa circondariale “Due Palazzi”.

Nella giornata di venerdì 5 settembre si è celebrata l’udienza di convalida, all’esito della quale, il G.I.P. ha convalidato l’arresto ed ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere.

Il 60enne algerino, invece, che, come accertato dai poliziotti, concorreva con l’arrestato nell’indebito utilizzo delle carte di credito, è stato indagato in stato di libertà.

 Alle spalle aveva due diversi precedenti di polizia del 2024: uno per rapina, con l’utilizzo di un coltello, con la sottrazione di un telefono cellulare I-Phone e 100 Euro in contanti ad un ragazzo in centro a Padova e l’altro per aver tentato di sottrarre una bicicletta nei pressi della Stazione. L’uomo, tossicodipendente, nel lontano 2010 era già stato condannato a 4 anni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti.

Il 60enne, senza fissa dimora e irregolare sul territorio, nel 2009, in sede di rinnovo del permesso di soggiorno, non si era presentato per ritirarlo. Divenuto irregolare è stato nuovamente rintracciato sul territorio nazionale nel 2013, a Padova, e all’epoca era stata disposta l’espulsione a cui il medesimo non ha mai ottemperato; nel frattempo ha scontato la pena della reclusione per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel 2021 aveva presentato richiesta di protezione internazionale, rigettata l’anno successivo dall’apposita Commissione di Roma.

A seguito della nuova individuazione a Padova nella giornata di mercoledì 3 settembre, pertanto, con provvedimento del Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, il cittadino algerino irregolare sul territorio, è stato accompagnato presso il Centro per il rimpatrio di Milano, ai sensi dell’art.  13, comma 2, lettera c, del Testo Unico per l’Immigrazione, in quanto ritenuto soggetto socialmente pericoloso, al fine del definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

(Questura di Padova)