(AVN) – Venezia, 9 gennaio 2026
Una domanda turistica che si fa sempre più selettiva e concentrata nei periodi di punta. E la conferma, in testa alle preferenze dei vacanzieri invernali, della destinazione montagna, davanti a città d’arte e terme. Sono gli ultimi dati dell’Osservatorio del Turismo Regionale Veneto Federato che tracciano un quadro dell’occupazione alberghiera nel periodo delle recenti festività natalizie: per il turismo veneto si delinea un quadro di complessiva tenuta. La più gettonata è stata la settimana di Capodanno, con una crescita diffusa del tasso di occupazione delle camere rispetto a quanto registrato nel 2024 per la maggior parte dei cluster (montagna e città d’arte).
In testa si conferma la montagna con numeri coerenti con i valori registrati nelle festività 2024-25. Anche se la settimana di Natale 2025 (occupazione al 64%) riporta un leggero calo sull’anno precedente, la settimana di Capodanno (82,5%) riesce a riportare un buon rialzo tendenziale. Un risultato che rafforza il ruolo centrale del comparto nella stagione invernale.
La seconda meta più amata è rappresentata dalle città d’arte venete, con un’occupazione che si attesta mediamente sul 50% durante la settimana di Natale, in lieve flessione rispetto al Natale 2024, ma che ha raggiunto mediamente il 66% durante la settimana di Capodanno, anche in questo caso con un moderato recupero tendenziale. L’attrattività urbana resta quindi stabile, sostenuta da eventi e flussi di breve durata.
Si mantiene solida ma con valori complessivamente in calo rispetto al 2024 anche la domanda per il comparto termale con valori che partono più cauti nella settimana di Natale (occupazione pari al 68%) e crescono tra Capodanno ed Epifania (83%).
“Complessivamente i dati ci indicano che il comparto turistico veneto è in salute, i primi numeri di sintesi sull’andamento delle recenti vacanze Natalizie lo confermano- afferma il vicepresidente della Regione del Veneto e assessore al Turismo Lucas Pavanetto-. Ora è importante guardare al nuovo anno in partenza in una logica di consolidamento della governance e di concreta attuazione della visione strategica del turismo veneto. Il comparto sta vivendo una trasformazione strutturale dei comportamenti dei viaggiatori e delle dinamiche di domanda: oggi i viaggiatori fanno scelte più consapevoli e orientate alla qualità dell’esperienza, in cui autenticità, sostenibilità reale e significato delle offerte diventano driver sempre più determinanti nella scelta della destinazione”.
“Per questo- prosegue Pavanetto- i travel megatrend individuati, che vanno dalla personalizzazione al wellness rigenerativo, dal turismo delle radici al narrative travel, fino a una gestione più consapevole degli eventi, non rappresentano mode transitorie, ma traiettorie strutturali che richiedono visione strategica, governance e capacità di coordinamento, andando oltre la dimensione del marketing. Questo cambio di paradigma richiede di ripensare non solo le proposte turistiche, ma anche il modo in cui le destinazioni sono gestite e governate. In questo contesto, le Organizzazioni di Gestione delle Destinazioni (OGD) assumono un ruolo centrale come centri di governance e coordinamento in grado di interpretare i segnali della domanda, orientare l’offerta, gestire gli impatti e costruire valore nel medio-lungo periodo. Il passaggio da un approccio promozionale a uno integrato di destination management è cruciale per far fronte alle nuove traiettorie del turismo”.
“Il 2026 – conclude Pavanetto- più che premiare chi cresce più rapidamente, premierà chi saprà orientarsi meglio. Le destinazioni capaci di affrontare questa fase saranno quelle in grado di tenere insieme visione strategica e gestione operativa, politiche pubbliche e iniziativa privata, utilizzo consapevole dei dati e capacità narrativa, innovazione e identità territoriale. Per il Veneto la sfida resta aperta: trasformare una ricchezza turistica ampia e articolata in un sistema coerente, capace di generare valore duraturo per le comunità locali, per le imprese e per i visitatori. L’obiettivo è quello di creare le condizioni perché il turismo possa svilupparsi in modo equilibrato, competitivo e sostenibile”.
(VICEPRESIDENTE-TURISMO)
