
HA AGGREDITO COLPENDOLA CON SCHIAFFI E PUGNI E MINACCIANDOLA CON UN COLTELLO, L’EX COMPAGNA CHE ERA ANDATO A TROVARE NELLA LORO ABITAZIONE CON LA SCUSA DI RIPRENDERSI GLI EFFETTI PERSONALI. FERMATO DALLA POLIZIA CHE E’ INTERVENUTA A SEGUITO DELLA RICHIESTA DI AIUTO DELLA VITTIMA, L’UOMO E’ STATO ARRESTATO PER MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E LESIONI PERSONALI. NEL CORSO DELL’UDIENZA DI CONVALIDA ALL’UOMO E’ STATA APPLICATA LA MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO DI AVVICINAMENTO ALLA VITTIMA E AI LUOGHI FREQUENTATI DALLA STESSA E IL DIVIETO DI DIMORA NELLA PROVINCIA DI PADOVA, CON IL DIVIETO DI FARVI ACCESSO E DI DIMORARVI SENZA L’AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE. QUESTORE VALUTATA PARTICOLARE GRAVITA’ E PERICOLOSITA’ SOCIALE DEL 22ENNE TUNISINO, AVVIA PROCEDURA REVOCA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO.
Nel pomeriggio di martedì 10 febbraio, la Polizia di Stato ha arrestato un 22enne marocchino, con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, autore di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una donna di 48 anni con cui aveva convissuto nei mesi scorsi, che già nelle settimane passate lo aveva denunciato per i medesimi fatti per i quali era già in corso un’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, anche a seguito di alcuni interventi già effettuati nelle scorse settimane in quello stesso appartamento.
La donna l’altro pomeriggio ha contattato direttamente gli agenti Squadra Mobile chiedendo urgentemente aiuto in quanto l’uomo era in casa e la stava picchiando, colpendola con schiaffi e pugni al volto mentre impugnava un coltello.
La richiesta di aiuto appariva da subito vera e alquanto grave ai poliziotti al telefono con lei in quanto nel corso della telefonata potevano udire la voce dell’uomo in casa che inveiva minacciosamente contro la vittima, fino a quando improvvisamente si interrompeva la telefonata.
Immediatamente, i poliziotti si precipitavano a casa della donna trovando sia lei che l’aggressore in strada, nei pressi del portone di casa dove probabilmente la vittima si era recata nel tentativo di scappare all’aggressore il quale, subito bloccato dagli agenti intervenuti, tentava di negare i fatti dicendo di non avere fatto nulla nonostante i lividi sul volto della vittima che si mostrava dolorante e molto incerta anche nel camminare a causa delle percosse ricevute su tutto il corpo.
Pertanto i poliziotti, che con fatica erano riusciti a bloccare l’uomo prima che potesse commettere altro o allontanarsi, riaccompagnavano in casa la donna per tranquillizzarla e per consentire al personale medico fatto intervenire sul posto di visitarla.
Nell’appartamento apparivano evidenti i segni di una violenta lite, con oggetti scagliati contro le pareti, piatti rotti e veniva rinvenuto il coltello con il quale l’uomo poco prima aveva minacciato l’ex compagna nel tentativo di impedirle di chiedere aiuto.
Tranquillizzata la vittima, gli agenti della Squadra Mobile contestualizzavano quanto accaduto, riscontrando come l’aggressore, che ormai non viveva più in quella casa, si era nuovamente recato a casa della donna quel pomeriggio con la scusa di riprendersi i suoi effetti personali, ma dopo aver pranzato insieme e bevuto alcolici, lui aveva iniziato ad alzare la voce ed aggredirla senza apparente motivo colpendola dapprima al volto e poi su tutto il corpo fino a minacciarla con il coltello quando si accorgeva che lei stava telefonando per chiedere aiuto.
L’uomo, subito dopo l’intervento è stato accompagnato in Questura per l’identificazione ed arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, ed associato presso la Casa Circondariale “Due Palazzi” a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.
La donna è stata accompagnata in ospedale dove i medici l’hanno visitata e medicata prima di dimetterla con una prognosi di 20 giorni.
A seguito dell’udienza di convalida dell’arresto, il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’aggressore la misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 1000 metri alla vittima e ai luoghi frequentati dalla stessa e il divieto di comunicare con la vittima, nonché il divieto di dimora nella Provincia di Padova e di farvi accesso o di dimorarvi senza l’autorizzazione del giudice.
Il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, valutata la gravità dei violenti fatti e la pericolosità sociale del 22 tunisino, ha attivato l’Ufficio Immigrazione per l’avvio della procedura di revoca del permesso di soggiorno.
