IL QUESTORE DISPONE LA CHIUSURA EX ART. 100 TULPS PER 60 GIORNI DI UN CIRCOLO PRIVATO IN VIA SARPI

RISCONTRATE SITUAZIONI DI RISCHIO PER LA SICUREZZA PUBBLICA E L’INCOLUMITA’ FISICA DEGLI AVVENTORI: SOVRAFFOLLAMENTO, USCITE DI SICUREZZA INAGIBILI, MANCANZA DELLE CERTIFICAZIONI ANTINCENDIO E PUBBLICO INTRATTENIMENTO DANZANTE ABUSIVO. LO STESSO CIRCOLO, NEL NOVEMBRE 2023, ERA STATO ASSOGGETTATO A PRECEDENTE SOSPENSIONE ART. 100 PER GIORNI 30, SEMPRE PER ANALOGHI RISCHI PER LA SICUREZZA PUBBLICA. TRATTANDOSI DI SECONDA CHIUSURA, IL QUESTORE TRASMETTERA’ AL PREFETTO SEGNALAZIONE PER REVOCA LICENZA.

Nell’ambito dei servizi straordinari di prevenzione e controllo alle strutture di pubblico intrattenimento, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, ha disposto una specifica attività nei confronti di un circolo privato sito nel capoluogo euganeo in via Sarpi.

Il  servizio straordinario ha avuto inizio alle ore 2.40 di sabato 7 febbraio con i poliziotti della Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Padova, unitamente alla Guardia di Finanza – Nucleo Operativo Verifiche Fiscali, ai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Padova, alla Polizia Locale di Padova – Ufficio Attività Produttive e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Padova, che hanno proceduto al controllo congiunto di un locale di intrattenimento cittadino ubicato in via F.P. Sarpi.

Gli operatori una volta all’interno riscontravano come vi fossero alcune centinaia di persone intente a ballare, con un DJ che diffondeva musica da una consolle, trovandosi dinnanzi ad una vera e propria discoteca, ragion per cui si invitavano gli addetti al circolo ad abbassare e quindi far cessare la musica e accendere le luci.

Gli agenti riscontravano come fossero assenti sia il presidente che il legale rappresentante dell’Associazione, con unica presenza del gestore della serata e responsabile della somministrazione di alimenti e bevande, incaricato della gestione del bar all’interno del circolo.

Gli accertamenti condotti dalla Squadra Amministrativa e dalla Polizia Locale hanno consentito di confermare quanto già emerso dai precedenti monitoraggi, ovvero che il locale continuava a svolgere attività di pubblico spettacolo in assenza della prescritta autorizzazione ai sensi dell’art. 68 T.U.L.P.S., violazione per la quale è stata elevata la sanzione amministrativa da 258 a 1.549 euro.

Durante il controllo è stato, altresì, riscontrato come all’interno del locale, sulla pista era in corso attività di ballo con musica mixata da un DJ, alla presenza di circa 300 avventori e 12 lavoratori, accertando un sovraffollamento pari al 50% della capienza massima prevista in 200 persone, il tutto in assenza anche del certificato di agibilità previsto dalla legge.

Particolarmente gravi le violazioni accertate dai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Padova, che hanno rilevato il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nel Certificato di Prevenzione Incendi, il quale fissava una capienza massima di 200 persone, 180 avventori e 20 lavoratori.

E ancora è stato altresì riscontrato come tutte le uscite di sicurezza risultassero non fruibili, in quanto coperte da pesanti tendaggi e che tre, delle quattro uscite di emergenza, presentavano un malfunzionamento del sistema di apertura antipanico.

Alla luce delle gravi carenze riscontrate, il presidente dell’associazione è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di cui agli artt. 46 e 64 del D. Lgs. 81/2008 ed anche per il reato di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento.

Ulteriori irregolarità sono state riscontrate dagli agenti della Squadra Amministrativa della Questura presso il bar interno, dove è stata accertata la mancata esposizione dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande, con conseguente contestazione di una sanzione amministrativa pari a 308 euro.

Nelle fasi del controllo la Guardia di Finanza ha rilevato l’omessa emissione degli scontrini fiscali relativi al servizio di guardaroba e alla somministrazione di bevande, avviando una verifica fiscale a carico delle Società operative all’interno del locale.

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Padova ha avviato gli accertamenti in merito alla posizione lavorativa dei dipendenti del bar e del personale addetto alla sicurezza, mentre gli operatori dell’area tecnica hanno riscontrato l’assenza di un piano di evacuazione e la mancanza della documentazione relativa agli impianti.

Gli agenti, riscontrata la particolare situazione di sovraffollamento oltre alle violazioni sulla normativa antincendio, inagibilità delle uscite di sicurezza, oggettivate circostanze costituenti un grave ed imminente pericolo per la sicurezza pubblica intesa nella sua specifica accezione di pubblica incolumità delle singole persone convenute nel circolo privato, abusivamente trasformato in una discoteca, hanno così proceduto a far defluire le 300 persone e concluso l’attività ispettiva alle ore 6 del mattino.

Alla luce delle numerose e gravi violazioni riscontrate, che hanno evidenziato una situazione di concreto e attuale pericolo per l’incolumità pubblica, il Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio ha disposto la chiusura del locale per 60 giorni, nell’ambito delle misure di prevenzione finalizzate alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Per quanto concerne il circolo privato di via Sarpi, si tratta della seconda chiusura ai sensi dell’art. 100 disposta dal Questore, altro provvedimento di sospensione per 30 giorni era stato adottato nel novembre 2023, all’esito di un controllo dive all’interno del locale erano state riscontrate analoghe situazioni di esposizione al rischio per l’incolumità dei c.d. soci: anche in quella occasione era stata riscontrata la destinazione ad uso discoteca, sovraffollamento ed altre mancanze.

Il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, così come previsto dall’art 100 comma 2° del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza, trasmetterà al Prefetto, trattandosi di secondo provvedimento di chiusura, la proposta per l’adozione del provvedimento di revoca della licenza a carico dei titolari.

(Questura di Padova)