A trent’anni dall’ultima grande antologica a lui dedicata, Leone Minassian (Costantinopoli 1905 – Venezia 1978) torna a stupire con la sua profondità espressiva a Villa Badoer di Fratta Polesine (Rovigo).
Questa mattina è stato inaugurato “Leone Minassian. Forme nello spazio”, atteso progetto espositivo promosso e organizzato dalla Provincia di Rovigo – Servizio Cultura, visitabile fino al 7 giugno 2026. La mostra, allestita nell’intero Piano nobile della splendida villa palladiana, segna un momento fondamentale nel percorso di riscoperta e valorizzazione di un artista che, tra la sua Venezia e le amate terre polesane, ha tessuto un percorso pittorico ancora oggi capace di sorprendere per intensità e originalità. L’iniziativa si pone come una vera e propria “stella polare” per rileggere l’opera del pittore, restituendone la complessità e il ruolo primario nel panorama artistico del Novecento. Tra oli su tavola, disegni, acquerelli e oli su tela, sono in totale 80 le opere esposte a Villa Badoer, provenienti da enti e collezionisti privati. Alcune sono state già protagoniste di importanti eventi espositivi, altre vengono presentate al pubblico per la prima volta.
In tanti, tra autorità, studiosi e appassionati hanno preso parte al taglio del nastro, confermando il forte interesse suscitato da questa importante iniziativa culturale. Come di consueto, nella sala convegni di Villa Badoer il progetto espositivo è stato minuziosamente illustrato in ogni sua fase: dalla selezione delle opere allo studio di un percorso capace di rendere pienamente onore alla straordinaria evoluzione artistica di Leone Minassian, che dalla pittura del vero lo ha progressivamente condotto verso l’astrattismo.
“Siamo felici di poter offrire un’importante occasione per riscoprire l’opera di un artista e intellettuale di grande originalità nel panorama dell’arte del Novecento veneto – ha dichiarato il presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese, salutando i tanti presenti – Con questa mostra la Provincia di Rovigo, tramite il Servizio Cultura, prosegue il percorso di valorizzazione degli spazi di Villa Badoer attraverso le opere di personalità artistiche che nel secolo scorso hanno legato il loro nome al territorio polesano. Uno sforzo che condividiamo con la Fondazione Cariparo, che mi pregio di ringraziare, in questa occasione non solo come prezioso sostenitore del progetto ma anche come prestatore”. Nel sottolineare il meticoloso lavoro di ricerca svolto per dare vita a un allestimento che ripercorre l’articolato percorso artistico di Leone Minassian, la consigliera provinciale con delega alla Cultura, Lucia Ghiotti, ha aggiunto: “Ringrazio i collezionisti privati e gli enti prestatori, tra cui l’Accademia dei Concordi di Rovigo e la stessa Fondazione Cariparo, che hanno accettato con entusiasmo la nostra proposta di riaccendere i riflettori su un pittore capace di lasciare un’impronta indelebile nella cultura della nostra provincia. Invito i visitatori ad immergersi in questo splendido viaggio artistico verso l’astrazione, amplificato da un contesto scenografico che solo Villa Badoer, dichiarata patrimonio UNESCO, riesce a regalare”.
Il percorso espositivo è stato illustrato dal curatore Alfredo Sigolo, funzionario del Servizio Cultura della Provincia di Rovigo, che ha poi condotto i presenti in una prima visita guidata tra i quadri di Leone Minassian. Durante la presentazione sono intervenuti anche Stefania Portinari, docente di Storia dell’Arte contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Nicola Gasparetto, responsabile della Cittadella della cultura del Comune di Lendinara e dell’Archivio Giuseppe Marchiori, entrambi autori di contributi originali che impreziosiscono il catalogo della mostra. In rappresentanza della Fondazione Cariparo ha partecipato il Consigliere generale Tommaso Zerbinati.
Partendo dalle vedute polesane degli anni ‘30 e dalla personalissima interpretazione della natura morta degli anni ‘40, la mostra si immerge nel periodo più cupo degli anni ‘50 per poi esplodere tra colori, riflessi e luci delle celebri “forme nello spazio”, che hanno condotto Leone Minassian in una dimensione astratta, consacrando definitivamente la sua arte. Lungo il percorso espositivo si possono ammirare anche alcuni oggetti utilizzati come modelli per i suoi quadri, nonché una selezione di cataloghi, documenti e lettere, che testimoniano il successo ottenuto anche fuori confine, nonché la fitta corrispondenza avuta con figure illustri della cultura polesana, quali il poeta-fioraio Livio Rizzi, lo scrittore Gian Antonio Cibotto, gli artisti Gianni Mantovani e Arrigo Furini, il critico Giuseppe Marchiori.
L’esposizione è stata realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e si inserisce nell’ambito del progetto regionale “RetEventi Cultura Veneto”. Sarà visitabile nei normali orari di apertura dei Villa Badoer.
Scheda biografica
Leone Minassian (Costantinopoli 1905 – Venezia 1978) si formò nel disegno sotto la guida di Leonardo De Mango e Albert Mille. Frequentò a Napoli lo studio di Axel Jarl nel 1921 prima di trasferirsi a Venezia dove seguì le lezioni di Amedeo Bianchi, Alessandro Milesi e la scuola di nudo all’Accademia di Belle Arti. L’incontro con Pio Semeghini e Giuseppe Marchiori lo introdussero nell’ambiente artistico veneziano d’avanguardia. Subì l’influenza di Ensor, Van Gogh, Arp, Morandi e Gino Rossi, che contribuì a valorizzare in modo decisivo. Fino agli anni ‘40 si dedicò ai temi dal vero, ritratti, paesaggi e nature morte, spesso dedicati alla terra polesana, dove trascorreva i periodi estivi presso la residenza degli zii a Trecenta. Sulla natura morta concentrò in seguito la sua ricerca, portandola con originalità alle estreme conseguenze. Il naturalismo iniziale fu progressivamente abbandonato dall’artista, che scelse di inoltrarsi nei territori del surrealismo, pur rifiutando sempre di sottomettersi ai precetti di manifesti e movimenti. A partire dagli anni ‘50 i suoi oggetti si trasfigurano in nuove forme fantastiche e dai colori sgargianti, memori della tradizione rinascimentale e dei maestri veneti, e si librano nello spazio. E’ con questa produzione matura, conosciuta come quella delle “forme nello spazio” che il lavoro dell’artista di origine armena venne riconosciuto e apprezzato in Italia e all’estero. Leone Minassian fu anche intellettuale e critico, ha collaborato, tra l’altro a “La Fiera Letteraria”, “Il Taccuino delle Arti”, “Le Arti”, “Il Gazzettino”, “Il Mattino del Popolo”, “Vernice”, “La Gazzetta di Modena”, “La Gazzetta del Veneto”, “Il Veneto”, “Il Giornale di Vicenza”.
Sede dell’esposizione: Villa Badoer, Fratta Polesine (Rovigo)
Periodo di apertura: 27 marzo – 7 giugno 2026
Orari di visita:
• Venerdì: 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.00
• Sabato e domenica: 9.30 – 13.00 / 14.30 – 18.30
Informazioni e prenotazioni:
AquaLab
Tel. 366 3240619
info@villabadoer.it
A cura di
Servizio Cultura
