
Mobilitazione a difesa di agricoltori e consumatori per la modifica del codice doganale, contro guerra e rincari
Con il cuore e la determinazione delle campagne venete, nella notte partiranno pullman da tutte le province del Veneto diretti al Brennero, per partecipare alla grande mobilitazione nazionale promossa da Coldiretti. Migliaia di agricoltori che lasceranno le loro aziende per far sentire la propria voce in difesa del reddito agricolo e della salute dei cittadini.
Un’adesione forte e corale quella veneta, sostenuta idealmente da quasi 200 delibere approvate dai Comuni del territorio e dal provvedimento adottato dal Consiglio regionale del Veneto a supporto della richiesta di modifica del codice doganale.
“Abbiamo bisogno della pace. A pagare il conto della guerra sono sempre i contadini e la salute dei cittadini consumatori”. È questo il messaggio che accompagna la mobilitazione al Brennero, luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere in Italia, dove dalle ore 9 di DOMANI lunedì 27 aprile si ritroveranno gli agricoltori di Coldiretti da tutto il Paese.
Il settore agricolo sta affrontando una fase estremamente critica: agli effetti della guerra in Medio Oriente e alle tensioni nello stretto di Hormuz si aggiunge una nuova impennata dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti. Una situazione aggravata dall’ingresso di prodotti dall’estero spacciati per italiani, che rischia di compromettere la produzione nazionale di cibo sano e di qualità, favorendo la diffusione di alimenti ultra-formulati.
Al centro della protesta, la richiesta di maggiore trasparenza in etichetta sull’origine degli alimenti e la modifica della norma del codice doganale che, attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale, consente di attribuire l’origine italiana a prodotti che italiani non sono.
“La presenza compatta del Veneto dimostra quanto il nostro territorio creda nella difesa del vero Made in Italy e nella tutela del lavoro agricolo – dichiara Carlo Salvan presidente regionale –. Una grande partecipazione da tutte le province, appoggiata dai nostri sindaci e dalla Regione. Chiediamo regole chiare e giuste: non è più tollerabile che prodotti stranieri vengano camuffati da italiani. È in gioco il futuro delle nostre aziende e la fiducia dei consumatori”.
La mobilitazione sarà anche l’occasione per rilanciare un risultato storico: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, frutto di oltre dieci anni di impegno, fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore sicurezza lungo tutta la filiera alimentare.
