“San Giuseppe, il «carpentiere di Nazaret» illumina la nostra vita, in un tempo in cui il dominio prepotente di pochi ci fa sentire deboli ed impotenti di fronte alla violenza, al male, alla guerra. Ci illumina mostrandoci strade di «coraggio creativo» per diventare «artigiani di pace» come papa Leone continua ad esortarci a diventare. Lo fa da uomo buono, da uomo giusto, da uomo fedele”: così il vescovo, mons. Michele Tomasi, giovedì 19 marzo, festa di san Giuseppe, nella celebrazione eucaristica nella chiesa Immacolata del Seminario, con il rito di istituzione dei ministeri del lettorato e dell’accolitato per due giovani, studenti del Seminario vescovile: Riccardo Perizzolo, 32 anni, originario della parrocchia di Castelcucco, e in servizio pastorale nelle parrocchie di Quinto di Treviso e Santa Cristina, neoaccolito; e Gianmarco Mason, 24 anni, originario della parrocchia di Trebaseleghe, e in servizio pastorale nella parrocchia di Castello di Godego, nuovo lettore. Presenti alla celebrazione, oltre alla famiglia del Seminario, amici e famigliari dei due giovani, oltre a molti fedeli delle parrocchie di origine e di servizio insieme ai parroci.
“Assumere un ministero nella Chiesa – un ministero radicato nella Grazia del Battesimo, che voi assumete oggi come tappa di un cammino che vede come meta il servizio di tutta la vita nel ministero presbiterale – è una testimonianza che dà consolazione e speranza, e che può essere vissuta come dono proprio in questa luce. Dio si fida di noi – ha detto il Vescovo -. Si fida di voi, caro Gianmarco, caro Riccardo. Rispondete a Lui con fiducia piena, anteponendo sempre a tutto, come san Giuseppe, la fiducia nella Provvidenza”.
E rivolgendosi ai due giovani, il Vescovo ha spiegato, a loro e a tutta l’assemblea, il significato dei due ministeri. “Gianmarco, tu verrai istituito quale lettore. La Chiesa definisce così questo ministero: “Il Lettore è istituito per l’ufficio, a lui proprio, di proclamare la parola di Dio nell’assemblea liturgica (cfr. Ministeria quaedam, n. 5). In particolare, a partire da un assiduo ascolto delle Scritture, richiama la Chiesa intera alla presenza di Gesù, Parola fatta carne, giacché come afferma la costituzione liturgica “è Cristo che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura” (cfr. Sacrosanctum Concilium, n. 7)”. L’assiduo ascolto delle Scritture sia il tuo alimento personale, intellettuale e spirituale. Non c’è Parola più efficace, non c’è ascolto più costruttivo, non c’è guida più luminosa. San Giuseppe ha accolto la Parola in sogno, tu veglia e custodisci tempi di lettura, di meditazione, di preghiera e di contemplazione del Cristo che ti parla. (Sono i passaggi della lectio divina, come hai sicuramente colto!). Nella preghiera del rito chiederò al Signore che questo tuo assiduo ascolto tu venga “intimamente illuminato per diventarne fedele annunciatore ai tuoi fratelli”. Il tuo ministero, ma anche la tua vita intera “richiamino la Chiesa intera alla presenza di Gesù”. Illuminato dall’esempio e dall’intercessione di san Giuseppe”.
E rivolto a Riccardo: “Riccardo, tu verrai istituito accolito. Ecco la definizione di questo ministero: “L’Accolito è istituito per il servizio al corpo di Cristo nella celebrazione eucaristica, memoriale della Cena del Signore, e al corpo di Cristo, che è il popolo di Dio, soprattutto i poveri e gli infermi (cfr. Rito di Istituzione degli Accoliti, n. 29). In particolare richiama la presenza di Cristo nell’Eucaristia della Chiesa, per la vita del mondo”. Vieni istituito, dunque, per il servizio al corpo di Cristo, al Pane ed al Vino eucaristico, ed al popolo di Dio, soprattutto ai poveri e agli infermi. Potrai, in un certo senso, portare il Corpo di Cristo al Corpo di Cristo. Per fare questo, come pregherò per te fra poco, il Signore ti donerà di crescere “continuamente nella fede e nella carità per l’edificazione del suo Regno”. L’incontro sempre più ravvicinato e più intenso con l’Eucaristia farà in modo che con l’aiuto di Dio la tua vita diventi essa stessa sempre più «eucaristica». Il tuo ministero richiami “la presenza di Cristo nell’Eucaristia della Chiesa, per la vita del mondo”. Illuminato dall’esempio e dall’intercessione di san Giuseppe”.
“Sì, san Giuseppe ha ascoltato la Parola che Dio gli rivolgeva e ha custodito la Parola incarnata, il Verbo di Dio fatto uomo, e ha accompagnato assieme a Maria santissima la crescita di Gesù – la riflessione di mons. Tomasi -. Ed è stato il custode mite e forte, silenzioso ed affidabile di Gesù, ne ha accolto con amorosa dedizione la vita e la storia, è stato il primo generoso servitore del Corpo di Gesù, il Cristo. A lui guardiamo con gratitudine e riconoscenza per il suo ruolo nella storia della nostra salvezza. Alla sua intercessione ci affidiamo. San Giuseppe, prega per Gianmarco e per Riccardo. San Giuseppe, prega per noi”.
