La Polizia di Stato esegue due misure cautelari e una denuncia a piede libero nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili di una violenta rapina in pregiudizio di un rider, aggredito in strada, nel quartiere Borgo Roma, lo scorso mese di gennaio

La Polizia di Stato di Verona, coordinata per quanto di rispettiva competenza dalla Procura della Repubblica di Verona e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Venezia, ha eseguito due misure cautelari, emesse dai G.I.P. dei Tribunale di Verona e dei Minori Venezia, nei confronti di un ventenne tunisino e di un minorenne italiano di seconda generazione, rispettivamente destinatari della custodia cautelare in carcere e del collocamento in comunità. Per i medesimi fatti, inoltre, è stato denunciato a piede libero un terzo minorenne italiano, anch’egli di seconda generazione.

In particolare, i 3 soggetti sono ritenuti responsabili dei reati di lesioni e rapina in pregiudizio di un cittadino pakistano, rider di una piattaforma di consegna a domicilio che, lo scorso mese di gennaio si trovava su una panchina nei pressi di un noto centro commerciale, in attesa di una chiamata per le rituali consegne di lavoro.

Le indagini effettuate dalla Squadra mobile, supportate da attività tecniche, hanno consentito di documentare una violenta aggressione posta in essere da un gruppo di ragazzi che, in un piazzale, sfruttando l’orario serale e l’isolamento della vittima, lo ha accerchiato, aggredito con calci e pugni, per poi gettarlo a terra e sottrarre i suoi effetti personali; all’uomo è stato sottratto denaro contante ed alcuni effetti personali; la vittima ha riportato una ferita lacero contusa al volto.

Al termine degli atti di rito, l’indagato maggiorenne è stato associato alla casa circondariale di Verona “Montorio”, mentre il minore destinatario di misura cautelare è stato affidato ad una apposita comunità. L’operazione si inserisce in una più ampia attività di monitoraggio, contrasto e repressione del fenomeno delle devianze giovanili posta in essere dalla Squadra mobile scaligera.

La responsabilità penale degli indagati verrà accertata solo al termine del procedimento penale instaurato a loro carico.

(Questura di Verona)