Legambiente e Cgil: “Ex-Miteni, partecipazione e trasparenza indispensabili per una bonifica credibile”

Vicenza, 18 aprile 2026                                                      Comunicato stampa

Le associazioni del Patto di Comunità per l’ecogiustizia dei territori inquinati da PFAS ancora in attesa di risposta

Legambiente e Cgil: “Ex-Miteni, partecipazione e trasparenza indispensabili per una bonifica credibile”

Legambiente Veneto e Cgil Veneto, a nome delle associazioni promotrici del Patto di Comunità per la bonifica del sito ex Miteni di Trissino in provincia di Vicenza, ribadiscono al Comune di Trissino la richiesta di poter partecipare come uditori alle Conferenze di servizio convocate per decidere il futuro dell’area ex-Miteni.

Una richiesta che le associazioni hanno ribadito ieri con un’ulteriore missiva depositata  al Comune di Trissino, titolare del procedimento, ed alla provincia di Vicenza.

Pur comprendendo i riferimenti normativi richiamati dall’Amministrazione nella sua prima risposta alla  richiesta delle associazioni, Legambiente e Cgil sottolineano che la normativa non esclude la possibilità di individuare forme di partecipazione come uditori, soprattutto in presenza di un interesse pubblico così rilevante e diffuso. Esperienze analoghe in altri territori dimostrano che è possibile coniugare efficienza procedurale e apertura alla società civile: è il caso, ad esempio, del percorso partecipativo attivato nelle Marche per la bonifica del sito ex SGL Carbon. 

Non chiediamo di intervenire o rallentare i lavori dichiara Piergiorgio Boscagin, presidente di Legambiente Perla Blu di Cologna Veneta ma semplicemente di poter assistere, come uditori, alle Conferenze di servizi. È una richiesta ragionevole, coerente con lo spirito del Patto di Comunità e con il diritto dei cittadini a essere informati su decisioni che li riguardano direttamente. Qui non è in gioco una procedura qualsiasi, ma la salute di centinaia di migliaia di persone. Auspichiamo l’avvio di un confronto costruttivo che consenta di integrare, nel rispetto dei ruoli, le esigenze di efficienza amministrativa con quelle di partecipazione e informazione della comunità”.

Legambiente e Cgil avevano accolto con favore l’apertura comunicata dal Comune a valutare modalità idonee per garantire maggiore informazione e rappresentanza degli interessi diffusi, ma non avendo ancora ricevuto altre formali comunicazioni a riguardo, ribadiscono che per farlo basterebbe già dai prossimi incontri consentire la presenza come uditori semplici di almeno due delegati dalle associazioni promotrici del Patto di Comunità. Un segnale concreto di apertura e responsabilità.

Accanto al tema della partecipazione, il nodo centrale resta però quello delle scelte tecniche sul futuro del sito. Ad oggi, infatti, le informazioni disponibili riguardano prevalentemente la possibilità di attivare interventi di messa in sicurezza, misura certamente necessaria ma che non risolve la contaminazione da PFAS.

Per questo Legambiente e Cgil del Veneto chiedono con forza al Comune di Trissino, in qualità di autorità responsabile del procedimento di presentare al più presto e  pubblicamente lo stato delle decisioni sugli interventi previsti per il sito ex Miteni, di chiarire se sia stata valutata la fattibilità di una bonifica integrale, oltre alle misure di messa in sicurezza e di rendere noti eventuali studi preliminari effettuati, specificando se siano stati messi a confronto scenari alternativi sotto il profilo tecnico ed economico.

Dopo oltre tredici anni dall’emersione pubblica dell’inquinamento dichiara il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro è fondamentale capire quale direzione si intende prendere: si vuole contenere il problema o risolverlo definitivamente? Sono stati fatti studi comparativi tra bonifica e messa in sicurezza? Quali sono i costi, i tempi e i benefici delle diverse opzioni?”. “Le comunità coinvolte prosegue Lazzaro hanno diritto a risposte chiare, perché non c’è più spazio per ambiguità: servono decisioni certe, tempi definiti e un percorso basato su dati e valutazioni trasparenti. La bonifica non può restare una promessa e chi ha inquinato deve provvedere al ripristino dei luoghi non al loro oblio”.

“La Cgil del Veneto – dichiara la Segretaria della Cgil del Veneto Tiziana Basso – ha convintamente aderito al Patto di Comunità perché occorre impedire che il sito dell’ex Miteni continui ad avvelenare una delle maggiori falde acquifere del nostro continente. Per impedirlo sono necessarie due scelte di fondo: un progetto per passare dalla messa in sicurezza alla bonifica integrale dell’ex sito produttivo ed un percorso partecipato che preveda anche il coinvolgimento delle associazioni che da oltre dieci anni si sono attivate ed hanno agito per la difesa della salute della popolazione e degli ex lavoratori e delle diverse matrici ambientali.”

Il Patto di Comunità promosso da Acli, Arci, Agesci, Azione Cattolica, Legambiente e Libera, a cui ha da subito aderito la Cgil del Veneto seguita da  decine di importanti realtà e gruppi locali, nasce proprio con questi obiettivi: accompagnare il percorso di bonifica e risanamento con monitoraggio civico, partecipazione e responsabilità condivisa, affinché la bonifica del sito ex Miteni diventi finalmente un processo efficace, verificabile e orientato alla tutela della salute e del territorio, e per fare in modo che in un luogo così fortemente identitario, una volta terminata la bonifica, si possa tornare a concretizzare un futuro con nuove funzioni e servizi che lo possono caratterizzare.

Si allega lettera di richiesta di partecipazione in qualità di uditori alle Conferenze di Servizi – Procedura di bonifica sito ex Miteni di Trissino (VI), inviata a Comune di Trissino e Provincia di Vicenza

Per informazioni

Ufficio stampa Legambiente Veneto – ufficiostampa@legambienteveneto.it

(Legambiente Veneto)