Truffa pluriaggravata ai danni di una coppia di anziani: identificato e arrestato dalla Polizia di Stato il presunto responsabile.

Nel pomeriggio di ieri, nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio disposti dal Questore di Treviso – Alessandra Simone-  la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato il presunto responsabile di una truffa telefonica consumata con la tecnica del “finto poliziotto”. Si tratta di un venticinquenne incensurato di origine campana. Le vittime sono due coniugi, residenti a Treviso, di 85 e 90 anni.

All’arresto si è giunti grazie alla segnalazione alla Sala Operativa della Questura della possibile presenza di un giovane dall’atteggiamento sospetto presso la locale via Monterumici. Una pattuglia della Squadra Mobile si è immediatamente recata all’indirizzo segnalato, riuscendo ad intercettare un uomo che si stava allontanando a bordo di un taxi dal luogo della truffa. Quest’ultimo è stato trovato in possesso della somma di 900 euro in contanti e di vari preziosi d’oro, riconosciuti poco dopo come provento del reato da parte delle anziane vittime.

Giunti sul posto, gli operatori hanno preso contatto con i due anziani coniugi, che hanno raccontato di essere stati contattati poco prima sulla loro utenza fissa da un uomo che, presentatosi come “Vice Questore”, gli aveva riferito che la loro macchina era stata utilizzata per commettere un furto in una famosa gioielleria di Mestre e che, pertanto, “dovevano collaborare” e mettergli a disposizione tutto il denaro contante ed i gioielli che, di lì a poco, sarebbero stati recuperati da un suo delegato. Poco dopo, un uomo si presentava alla porta e, dopo essere riuscito ad introdursi all’interno dell’abitazione, afferrava denaro e preziosi, che erano stati nel mentre esposti sul tavolo del soggiorno da parte della malcapitata, per poi darsi repentinamente alla fuga.  Quanto ingiustamente sottratto, a seguito di riconoscimento, è stato restituito ai due anziani.

Il venticinquenne è stato, inoltre, denunciato per falso materiale poiché trovato in possesso di una carta d’identità elettronica con microchip abraso.

L’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha disposto nei suoi confronti l’immediata traduzione in carcere.

(Questura di Treviso)