Centenario morte di mons. Giacomelli

Nel centenario dalla morte di mons. Luigi Giacomelli (Sommacampagna, 30 marzo 1839 – Verona, 24 maggio 1926), fondatore dell’istituto “Le nostre Bambine”, tanti sono gli appuntamenti in programma in diocesi:

  • domenica 17 maggio ore 18.30: Caprino, presentazione de Il Baldo con un articolo sul Giacomelli;
  • domenica 24 maggio ore 10.30: Sommacampagna, Messa nel paese di nascita, con ricordo nell’inserto su “Vita in Parrocchia” di maggio;
  • domenica 24 maggio ore 11: Cattedrale di Verona, in occasione della Messa col vescovo ricordo di mons. Giacomelli nel giorno centenario dalla morte;
  • martedì 26 maggio ore 8: Cattedrale di Verona, Messa con i Canonici in ricordo di mons. Giacomelli canonico;
  • maggio 2026: inserto su “Filodoro” Figlie di Gesù, a ricordo dell’inizio della scuola dell’Istituto al Leonardi.
  • domenica 21 giugno (san Luigi Gonzaga) ore11: Santi Apostoli, Messa nel giorno onomastico del Giacomelli;
  • venerdì 24 luglio ore 20: Illasi contrada Giara Messa nella chiesetta S. Anna in ricordo della permanenza dell’Istituto dal 1921 al 1925;
  • domenica 16 agosto ore 19: Gaon, Messa in ricordo della permanenza dell’Istituto dal 1925 al ‘28
  • agosto: Pesina sagra di san Rocco Messa e incontro sulla figura del Giacomelli per la lunga permanenza dell’Istituto fin dal 1910;
  • sabato 12 settembre: nell’ambito del pellegrinaggio alla Madonna della Corona dell’Istituto don Mazza, ricordo del Giacomelli come allievo mazziano.

Così di lui ci scrive Rosella Orlandi:

Le bambine, soffocate dalle lacrime, ad una ad una gli sfilarono accanto a baciargli per l’ultima volta la mano. Alle nove di sera spirò. Un velo funereo si stese sulla casa e divenne singhiozzo, mentre le persone mature in pianto gli preparavano la camera ardente ed assieme alle ragazze grandi si disponevano alla veglia”. Così il 24 maggio 1926 l’Istituto “Le nostre bambine” diede l’addio al Fondatore mons. Luigi Giacomelli e così oggi in questo Anno Centenario dalla sua morte vogliamo ricordarlo. Ma chi era Luigi Giacomelli? Nacque a Sommacampagna in contrada San Michelin il 30 marzo 1839 da Felice e Marianna Zenatti. Fu allievo dell’Istituto don Mazza e il 14 agosto 1864 divenne sacerdote. Insegnò nel Seminario Vescovile: “L’insegnamento bisogna che sia proporzionato e consentaneo alla natura delle persone insegnate”, diceva, ed era suo desiderio che fra la cattedra del docente e i banchi degli alunni non vi fosse distanza. È suo il testo dell’Inno ufficiale alla Madonna della Corona, tre sonetti su san Francesco e molti poemetti. Venne incriminato dalle autorità austriache come elemento pericoloso e dovette bruciare tanti suoi scritti. Fu maestro ed educatore nelle nobili famiglie veronesi e a 46 anni venne nominato Arciprete di SS Apostoli. Carità e misericordia furono il suo programma, che ancor oggi la Parrocchia continua con l’Emporio della Carità, intitolato appositamente col suo nome. Ai SS. Apostoli egli segnò un’orma profonda, indelebile. Un giorno si incontrò con due povere fanciulle; pensò all’Istituto Mazza, ove per il momento non potevano essere accolte. Ma non tentennò. Schiuse la porta della sua canonica, acconciò alla meglio una stanza, le tenne come bambine di sua famiglia. Così l’Istituto. Alle due prime se ne aggiunsero altre, e poi altre ancora. Per tutte vi fu il cuore del Giacomelli, che si toglieva per esse letteralmente il pane di bocca ed elemosinava i palazzi facoltosi. Non ci è noto il numero esatto delle centinaia di bambine accolte, le due guerre hanno distrutto gli archivi. Tutte hanno potuto andare a scuola, all’inizio dalle Figlie di Gesù del Leonardi e poi con Maestre proprie, imparare il lavoro del ricamo. Fu indispensabile una direttrice, Vittorina Gregorio, a cui seguiranno Rosa Pizzoccaro, Onorina Marchi, Maria Biasi. Don Giacomelli frattanto aveva comperato casa Alcenago in via Fratta perché la canonica era insufficiente. Inoltre l’amico don Marcello Simoncelli aveva offerto la sua parte di casa situata a Pesina, ma con la sua morte esse rimasero senza casa estiva. Ne trovarono una a Illasi (villa Lucchini), quindi una a Gaon (Casa don Lucchini), per poi fare ritorno in una nuova casa a Pesina, dove la comunità ha sempre accompagnato e sostenuto l’Istituto, gli ha intitolato una via, prega presso i capitelli voluti dalle Maestre e le ricorda nel cimitero, dove riposano. Dalle varie comunità e zone limitrofe arrivarono Maestre e collaboratori, che si dedicarono con passione all’Istituto. Ebbe origine anche l’Associazione “Ex allieve”. La Cattedrale, di cui era stato nominato Canonico nel 1910, lo vide poco, perchè si dedicò esclusivamente all’Istituto. Com’era entrato povero a Verona, così povero ne partiva per sempre. Era la sera del 24 maggio 1926 e il giorno dopo “la salma venne rinchiusa nella bara fra la più intensa commozione, depositata nella Berlina messa a disposizione dal Comune. Non un cero, non un fiore, per espressa volontà del Defunto. Si compose quindi un interminabile corteo”, raccontano le cronache dell’Istituto. Il vescovo nominò Superiore don Carlo Accordi, a cui seguirono mons. Angelo Grazioli, mons. Giovanni Falzoni, mons. Guglielmo Ederle, mons. Francesco Rigoni. In molte occasioni è stata ricordata la figura di Giacomelli Fondatore, Benefattore, Padre, Sacerdote, Maestro, Istitutore, Parroco, Arciprete, iscritto alla Pia Unione di Suffragio, Apostolo di Carità, Poeta, Cavaliere, Cittadino onorario della Polonia.

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(Diocesi di Verona)