
Il ricercato, è stato rintracciato nel garage di un’abitazione a Padova ed è stato ristretto presso la casa di reclusione di Padova per l’espiazione della condanna.
Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio disimpegnati dalle pattuglie della Questura di Padova, con particolare attenzione all’attività di contrasto alla criminalità, io poliziotti della Squadra Mobile hanno rintracciato un tunisino di 45 anni, in Italia da oltre 20 anni, con numerosi precedenti per spaccio di stupefacenti ed evidentemente legato all’ambiente dello spaccio di droga in città, ricercato in quanto destinatario di un ordine di carcerazione emesso o dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Venezia a seguito del giudizio della Corte di Cassazione giunto nei giorni scorsi al termine dei tre gradi di giudizio, con la condanna definitiva a scontare la pena di anni 6 e mesi 5 di reclusione.
Il tunisino già nel 2006 era stato arrestato in flagranza, con un complice, per spaccio di eroina all’interno di un bar di Albignasego, nel 2009 era stato arrestato in flagranza per spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale in Prato della Valle, e ancora nel 2010 veniva arrestato per spaccio di tre grammi di eroina in Corso del Popolo, nei pressi della stazione ferroviaria di Padova e nel 2014 era stato nuovamente arrestato dalla Squadra Mobile in via Guicciardini per detenzione ai fini di spaccio di oltre 250 gr. di eroina.
Qualche anno dopo, nel 2019 il cittadino tunisino si era reso protagonista di una violenta aggressione per strada ai danni di due connazionali, anche loro legati al mondo dello spaccio di stupefacenti, colpendoli con numerosi fendenti, ferendone uno di striscio ed il secondo in maniera più grave con varie coltellate in diverse parti del corpo che avevano provocato ferite guaribili con una prognosi di 30 giorni.
Successivamente, nel 2021, sempre per strada a Padova, il tunisino rintracciato ed arrestato dalla Squadra Mobile, aveva aggredito un connazionale diciottenne con precedenti per spaccio di stupefacenti, ferendolo con varie coltellate che avevano provocato ferite aggravate dalla deformazione permanente del viso della vittima.
Una lunga scia di episodi violenti e criminali, con il tunisino che per entrambi gli accoltellamenti e ferimenti di cui era stato protagonista, al termine dei rispettivi processi hanno determinato la condanna definitiva complessiva a 6 anni e 5 mesi di reclusione con la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici e dell’interdizione legale durante la pena.
Sin da subito i due accoltellamenti avvenuti in città, erano stati ricondotti a regolamenti di conti legati all’ambiente dello spaccio di stupefacenti in città e alla gestione delle piazze di spaccio sul territorio padovano, fenomeno che viene quotidianamente contrastato con specifici servizi sul territorio dalla Polizia di Stato e ambiente in cui il tunisino si era ben inserito durante gli anni di permanenza in Italia come coniuge di cittadina appartenente all’Unione Europea.
Il ricercato è stato individuato nel tardo pomeriggio di giovedì 30 presso un’abitazione in zona Arcella che è stata immediatamente circondata da una decina di poliziotti della Squadra Mobile.
Gli agenti dopo aver accertato che nessuno era nell’appartamento in uso al ricercato, lo hanno scovato mentre era nascosto all’interno di un garage, molto probabilmente intenzionato a preparare le sue cose per far perdere le tracce e darsi alla latitanza.
Subito dopo la cattura il tunisino è stato condotto in Questura per le procedure di identificazione e subito dopo presso la casa di Reclusione di Padova dove sconterà la pena.
