14 maggio 2026. Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha adottato un nuovo provvedimento che modifica sostanzialmente la classificazione dei terreni agricoli a partire dall’anno di domanda 2026. La novità principale risiede nell’interruzione dell’automatismo che trasformava i seminativi in prati permanenti dopo un periodo di cinque anni senza aratura o rotazione colturale. Grazie al recepimento del regolamento europeo “Omnibus III”, i terreni classificati come seminativi al 1° gennaio 2026 mantengono tale status anche se il quinquennio è decorso, evitando così pressioni amministrative sugli agricoltori. Resta comunque ferma la facoltà per il beneficiario di scegliere volontariamente la classificazione a prato permanente attraverso una specifica dichiarazione della superficie interessata.
