
Emergenza climatica in Veneto, il Capo della Protezione Civile e Commissario straordinario nazionale per gli interventi connessi alla scarsità idrica, Fabio Ciciliano
La visita di Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile e da poche settimane anche Commissario straordinario nazionale per gli interventi connessi alla scarsità idrica, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sull’emergenza idrica che sta interessando il territorio e che vede proprio la provincia di Rovigo tra le aree maggiormente colpite.
Centro dell’incontro cui ha partecipato anche Coldiretti Veneto col presidente Carlo Salvan, sono state le principali criticità che stanno mettendo sotto pressione il sistema agricolo ed ambientale con un livello del fiume Po sceso a 300 mc/s (misuratore di Pontelagoscuro) e una risalita del cuneo salino arrivato a 18 km, una crescente crisi idrica con gravi conseguenze sull’agricoltura a causa delle elevate temperature e della scarsità di acqua nel ramo terminale del grande fiume.

L’incontro ha consentito di fare il punto sulla situazione attuale e sulla necessità di rafforzare le azioni di monitoraggio, prevenzione e gestione dell’emergenza, in un’area che rappresenta uno dei territori più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.
“La presenza in Polesine del Commissario , Fabio Ciciliano, sollecitata dalla Confederazione nazionale, assume un significato strategico – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto – perché testimonia l’attenzione delle istituzioni verso un’emergenza che trova proprio in questo territorio uno dei suoi punti più delicati. Qui gli effetti della crisi climatica sono già evidenti: dalla riduzione della portata del Po alla risalita del cuneo salino, fino alla carenza d’acqua che sta compromettendo le colture e mettendo a dura prova anche il mondo della pesca. È fondamentale che si continui a lavorare in stretta sinergia tra Governo, regione, mondo agricolo e consorzi di bonifica per individuare interventi strutturali e strumenti adeguati a garantire la sicurezza idraulica, la disponibilità della risorsa idrica e la tutela di un comparto agricolo strategico per il Veneto e per il Paese. La visita odierna apre la strada ad percorso che si dovrà fare nelle prossime settimane per mitigare gli effetti di un clima con temperature sopra la media e siccitoso che se perdurasse oltre rischia di azzerare le nostre produzioni, senza trascuare l’estensione del fenomeno ad altri fiumi e territori del nostro Veneto nelle prossime settimane”.
Coldiretti ribadisce la necessità di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche, nella manutenzione del territorio e nelle opere indispensabili per trattenere e gestire la risorsa acqua, affinché il Polesine possa affrontare con maggiore resilienza gli effetti, sempre più frequenti e intensi, degli eventi climatici estremi.

