Un nuovo capitolo nella storia culturale della città si apre oggi all’Arsenale di Venezia con l’inaugurazione della nuova sede dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee (ASAC) della Biennale di Venezia. Un progetto di grande rilevanza culturale e strategica che restituisce alla città un luogo destinato a custodire, valorizzare e rendere sempre più accessibile uno dei più importanti patrimoni documentari dedicati alle arti contemporanee a livello internazionale.
Alla cerimonia inaugurale hanno preso parte il sindaco di Venezia Simone Venturini, nonché vicepresidente della Fondazione La Biennale di Venezia; il presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco; la responsabile dell’Archivio Storico, Debora Rossi; gli ex presidenti della Fondazione La Biennale Paolo Baratta e Roberto Cicutto; e il direttore generale per la Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Angelo Piero Cappello. Erano inoltre presenti i curatori e i direttori artistici dei diversi settori della Biennale coinvolti nei progetti dell’Archivio Storico, oltre a numerose autorità civili e militari del territorio.
“La prima parola che sento di dire è grazie. Grazie a tutte le persone che hanno iniziato questo percorso anni fa e che oggi consegnano questo luogo non soltanto a Venezia, ma al mondo intero. Venezia infatti non è solo un capoluogo di regione: è una delle grandi città internazionali del nostro tempo”. Queste le parole del sindaco Venturini che ha poi aggiunto: “Come spesso accade a Venezia, anche le cose belle sono passate attraverso polemiche e discussioni. Ma oggi contano i fatti, e i fatti sono davanti ai nostri occhi. Quando si parla di archivio storico si pensa subito al passato. Io credo invece che questo luogo debba essere soprattutto un grande centro di ricerca sulla contemporaneità. Non un mausoleo dove conservare ciò che è stato, ma un luogo vivo, capace di produrre futuro. Per questo penso che quella che stiamo facendo oggi sia anche un’operazione di politica industriale. L’Arsenale è sempre stato un sito produttivo e continua ad esserlo: solo che oggi qui non si producono più navi, ma sapere. Esiste qui un giacimento inesauribile di conoscenza. Le persone non faranno soltanto estrazione di sapere, ma anche raffinazione, trasformazione ed esportazione della conoscenza. In un’epoca in cui si parla tanto di terre rare, forse la vera materia rara del futuro sarà proprio la conoscenza”.
L’apertura della nuova struttura segna un passaggio significativo nella storia della Fondazione La Biennale di Venezia, che affida a questo spazio la custodia e la promozione di oltre un secolo di memoria culturale legata alle arti visive, all’architettura, al cinema, alla musica, alla danza e al teatro.
Realizzata grazie ai finanziamenti del Ministero della Cultura, la nuova sede nasce dal recupero e dalla rifunzionalizzazione degli spazi delle Officine Est dell’Arsenale. Il complesso, esteso su circa 8.000 metri quadrati, ospita aree di consultazione aperte al pubblico, spazi espositivi, sale polifunzionali, ambienti dedicati alla ricerca e un archivio multimediale destinato a raccogliere e rendere accessibile il patrimonio documentario della Biennale.
L’inaugurazione dà il via a tre giornate di appuntamenti, in programma da oggi a mercoledì 3 giugno, che coinvolgono i diversi settori artistici della Biennale attraverso performance, incontri, lecture e momenti di approfondimento ideati a partire dai materiali custoditi nell’Archivio Storico. Un programma articolato che mette al centro il dialogo tra memoria e contemporaneità, con la partecipazione di protagonisti della scena culturale internazionale e dei direttori artistici delle diverse discipline.
La giornata conclusiva del 3 giugno sarà dedicata a un Open Day aperto al pubblico, con visite guidate agli spazi restaurati e l’opportunità di conoscere da vicino una delle più importanti istituzioni archivistiche dedicate alle arti contemporanee.
Con questa inaugurazione, l’Archivio Storico della Biennale rafforza la propria vocazione a essere non soltanto luogo di conservazione della memoria, ma anche centro vivo di ricerca, formazione, produzione culturale e innovazione, capace di mettere in relazione il patrimonio storico con le sfide e le espressioni artistiche del presente e del futuro. Un investimento sulla conoscenza che consolida ulteriormente il ruolo di Venezia come capitale internazionale della cultura e laboratorio permanente di creatività.
