
Beltrame:”Servono interventi immediati e massima trasparenza”
La grave crisi che sta investendo anche il comparto bovino da carne è stata al centro della riunione della Consulta Carne Bovina di Coldiretti Veneto, svoltasi ieri a Verona insieme al responsabile nazionale della zootecnia Giorgio Apostoli e del responsabile economico nazionale di Coldiretti Luca Saba. Nel corso dell’incontro è stata analizzata la situazione di difficoltà che sta colpendo gli allevamenti, segnata da un rapido ed imprevisto crollo delle quotazioni dei vitelloni da macello. Un andamento che, negli ultimi mesi, ha determinato per molte aziende perdite dell’ordine dei 300 euro per capo allevato, mettendo seriamente a rischio la sostenibilità economica delle imprese.

“La velocità con cui il mercato ha invertito la rotta è motivo di grande preoccupazione – dichiara il presidente della Consulta Giacomo Beltrame. Non è accettabile che gli allevatori, dopo anni di investimenti e sacrifici, si trovino oggi a lavorare in perdita. Occorre intervenire con tempestività per salvaguardare un comparto strategico per il Paese e per garantire un reddito equo alle imprese. Chiediamo un intervento tempestivo per arginare la crisi e la massima trasparenza sulle dinamiche che stanno determinando questo improvviso crollo dei prezzi.”
“Coldiretti ha segnalato da tempo la situazione – prosegue il Presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan – sottoponendo al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida la necessità di inserire il comparto bovino tra le priorità di intervento e sollecitando l’attivazione di misure straordinarie di sostegno alle aziende che diventano fondamentali in questo momenti per mitigare gli effetti della situazione contingente, mutuando anche quanto fatto al tempo del Covid per il tempo necessario a far ripartire le quotazioni. Il Veneto detiene il primato nella produzione di carne bovina con un valore della produzione superiore ai 500 milioni di euro pari al 30% della produzione a livello nazionale, dobbiamo intervenire e fare un ragionamento di sistema che coinvolga tutti i soggetti coinvolti dalla produzione, alla distribuzione e commercializzazione, alle Istituzioni regionali che possono insieme a noi sollecitare un intervento a favore del comparto a livello nazionale. Dobbiamo, inoltre, fare piena luce sulle dinamiche di mercato, contrastando eventuali fenomeni speculativi che potrebbero celarsi dietro un crollo così repentino delle quotazioni dopo anni di stabilità su quotazioni in grado di coprire i costi e remunerare gli allevatori”. Tra le proposte avanzate al Ministero anche l’istituzione della Commissione Unica Nazionale (CUN) per i bovini da macello, ritenuta uno strumento utile ad assicurare maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e garantire condizioni di mercato più equilibrate lungo tutta la filiera. Nel corso della riunione è stato confermato l’avvio di un tavolo di confronto con tutti gli attori della filiera, compresa la Grande Distribuzione Organizzata, per individuare soluzioni condivise a sostegno di un settore che oggi copre appena il 38% del fabbisogno nazionale di carne bovina, un dato che evidenzia l’urgenza di rafforzare la produzione italiana, valorizzando la carne allevata nel nostro Paese e riducendo la dipendenza dalle importazioni.
Proprio per la sua importanza strategica sotto il profilo della sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, il comparto bovino da carne sarà tra i principali beneficiari delle risorse previste dal piano ColtivaItalia che dispone di una dotazione complessiva di 100 milioni di euro. L’obiettivo è ricostruire una filiera nazionale per l’approvvigionamento dei vitelli da ingrasso ed attivare strumenti di sostegno finanziario capaci di accompagnare le imprese in questa fase di particolare difficoltà, preservando il patrimonio zootecnico italiano.

