Non solo carceri e aule di tribunale. La giustizia riparativa può entrare nei quartieri, nelle scuole, nelle case, nei condomini, ovunque un conflitto tra persone possa essere trasformato in dialogo. È questa la missione che anima il Tavolo Permanente per la Giustizia Riparativa di Verona, una delle realtà più consolidate e rare nel panorama italiano, di cui fa parte il CSV Centro Servizio per il Volontariato, che annuncia una nuova fase di apertura verso la cittadinanza all’interno del Progetto “La Cittadella della Giustizia”.
Il Tavolo Permanente per la Giustizia Riparativa di Verona ha presentato il suo nuovo canale Facebook. Attraverso testimonianze di percorsi riparativi e il racconto delle attività di sensibilizzazione degli enti della rete, l’obiettivo è avvicinare la cittadinanza ai temi dell’ascolto, della mediazione e della riparazione delle relazioni. Il lancio del canale social si inserisce nel progetto “La Cittadella della Giustizia“, finanziato da Fondazione Cariverona.
Il Tavolo Permanente esiste sul territorio dal 2018 e riunisce mensilmente 16 enti tra organizzazioni del Terzo settore e istituzioni pubbliche, impegnati a promuovere un approccio condiviso alla gestione dei conflitti — nelle scuole, nei quartieri, nei condomini, nei servizi sociali, nei percorsi di supporto alle vittime di reato. Il Tavolo Permanente si distingue dal Tavolo inter-istituzionale sulla giustizia riparativa per finalità e funzioni. Mentre quest’ultimo coordina le amministrazioni e le istituzioni competenti nella definizione e nell’attuazione dei percorsi di giustizia riparativa previsti dall’ordinamento, il Tavolo Permanente rappresenta una rete territoriale di soggetti impegnati a diffondere la cultura della giustizia riparativa attraverso attività di sensibilizzazione, formazione e coinvolgimento della comunità.
«Il Tavolo è una rete condivisa per diffondere la cultura riparativa – ha spiegato Irene Magri di CSV Verona – aprire questo canale è fondamentale per avvicinare le persone all’approccio riparativo attraverso le testimonianze, al di là del solo contesto penale. Siamo consapevoli che i social, per come sono strutturati, hanno dei limiti nello spiegare una complessità come quella della giustizia riparativa. Ma possono essere un primo passo, per accompagnare chi è incuriosito verso i percorsi di sensibilizzazione offerti dagli enti del Tavolo.»
Le attività sul territorio nel progetto “La Cittadella della Giustizia”
In occasione del lancio, ASAV – Rete Dafne Verona, Università di Verona – Dipartimento di Scienze umane, La Fraternità e Caritas Verona hanno colto l’occasione per raccontare le proprie azioni sul territorio per promuovere la cultura riparativa nell’ambito del progetto “La Cittadella della Giustizia”. Un impegno che si declina in modi diversi ma con un unico filo conduttore: portare l’ascolto, il dialogo e la responsabilità nei luoghi dove le persone vivono ogni giorno. Esperienze diverse, che il Tavolo Permanente per la Giustizia Riparativa di Verona ha scelto di raccontare insieme, per mostrare come la cultura riparativa non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di persone, relazioni e territorio.
Attività nelle scuole: ASAV Rete Dafne Verona
Da anni ASAV, attraverso i professionisti di Rete Dafne Verona, porta nelle scuole veronesi percorsi di educazione alla legalità che non si limitano al tema della vittima, ma propongono una riflessione più ampia sul sistema di giustizia e sulle sue tre figure chiave: vittima, autore e comunità. L’idea è quella di aiutare ragazze e ragazzi a spostarsi da un approccio punitivo alla giustizia verso modelli incentrati su responsabilità, riparazione, cura delle relazioni. Si parla di rabbia, di conflitto, di confini personali, di consenso: temi che ragazze e ragazzi vivono ogni giorno, spesso senza avere gli strumenti per affrontarli.
«Nell’ambito del progetto “La Cittadella della Giustizia”, è arrivato nelle aule dell’Istituto Sanmicheli, del Copernico-Pasoli e dell’ESEV-CPT un percorso pensato apposta per i conflitti tra coetanei. A condurlo, insieme, un mediatore penale e un’operatrice del Centro Vittime esperta in giustizia riparativa. Nei laboratori e nelle discussioni guidate sono emerse storie vere: c’è chi ha raccontato la rabbia come una spirale impossibile da fermare una volta partita, chi ha ammesso di vedere nella violenza l’unico modo per far cambiare idea a qualcuno. Dietro queste parole, gli operatori hanno riconosciuto un bisogno molto comune tra adolescenti: sentirsi riconosciuti e rispettati, e la fatica, altrettanto comune, di accettare il punto di vista di chi la pensa diversamente. Nelle classi con più ragazze è emerso un altro volto del conflitto: più sottile, meno visibile, ma non meno carico di fragilità e difficoltà emotive. Il bilancio, in numeri: 3 classi del primo biennio delle superiori, circa 70 studenti e studentesse coinvolti, 14 ore di attività. Ma è nei riscontri di insegnanti e ragazzi che si misura il vero risultato: un metodo partecipativo che ha aperto la strada al dialogo, al pensiero critico e a una cultura della responsabilità, della legalità e della riparazione.» Matilde Grigolato, ASAV / Rete Dafne Verona.
L’Edicola dell’Ascolto: prossimità e partecipazione per una comunità riparativa
Nell’ambito del progetto “La Cittadella della Giustizia”, ASAV porta avanti “L’edicola dell’ascolto”, un progetto di prossimità nato nel quartiere di Veronetta ma pensato per funzionare anche altrove, dove il tessuto sociale è più complicato. L’idea di fondo è portare l’ascolto attivo direttamente nei luoghi di vita quotidiana, per far emergere i bisogni della comunità attraverso il dialogo tra cittadini, negozianti e territorio.
«Il primo step è stato proporre un questionario agli esercenti di Piazza Santa Toscana e delle vie vicine, per capire quali difficoltà incontrano nel loro lavoro, quali sono le tensioni nella convivenza di quartiere e come viene percepita la sicurezza e la qualità della vita. Uno strumento per misurare, in un certo senso, la “temperatura sociale” del quartiere, e costruire risposte partendo dai bisogni reali, non da un progetto calato dall’alto. “L’edicola dell’ascolto” non vuole essere solo un questionario: è pensata come uno spazio dove le persone possano parlare liberamente, condividere difficoltà e vissuti, ma anche mettere in luce le risorse del quartiere e rafforzare i legami tra chi lo abita. Alla base c’è un approccio riparativo, non repressivo: l’obiettivo è una cultura della corresponsabilità, in cui ognuno si senta parte della soluzione. Più che intervenire quando il conflitto è già scoppiato, il progetto punta a creare occasioni di incontro e conoscenza reciproca, prima che i problemi degenerino. In questo senso, “L’edicola dell’ascolto” si inserisce pienamente nella visione di ASAV e di Rete Dafne Verona, che riconoscono nella giustizia riparativa non soltanto uno strumento di gestione del conflitto, ma un paradigma culturale capace di orientare le politiche di prevenzione, inclusione e partecipazione della comunità». Matilde Grigolato, ASAV / Rete Dafne Verona.
«Rete Dafne operativa nel territorio dal 2021, è il primo centro generalista del Veneto per le vittime di reato: un servizio gratuito, riservato e multidisciplinare, aperto a chiunque abbia subito un reato — indipendentemente da età, genere, nazionalità o tipo di offesa — e accessibile anche alle vittime indirette e ai familiari.» Emma Benedetti, ASAV / Rete Dafne Verona.
UniVr: Promuovere la cultura riparativa in ambito universitario
«L’Università di Verona, attraverso il Dipartimento di Scienze umane e la partecipazione al Tavolo Permanente per la Giustizia Riparativa di Verona, promuove attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità studentesca. Dal 2022 organizza seminari tematici, laboratori e attività di sviluppo delle competenze trasversali per avvicinare giovani in formazione alla giustizia riparativa come cultura dell’ascolto, della responsabilità e della ricostruzione dei legami. Inserire questo tema nei percorsi universitari significa offrire strumenti utili per leggere i conflitti e immaginare risposte più dialogiche, inclusive e partecipate. Il lavoro in rete con i diversi attori del territorio valorizza il ruolo dell’ateneo come agenzia formativa e soggetto attivo nella diffusione di pratiche sociali innovative. In questo senso, la collaborazione con il Tavolo Permanente rappresenta un valore aggiunto per diffondere una visione della cultura riparativa orientata alla relazione e alla cura della collettività.» Cristina Lonardi, prof.ssa associata, Sociologia generale, Dipartimento di Scienze Umane, Università di Verona.
La Fraternità: dalla vicinanza alle persone alla prevenzione sul territorio
«Come associazione La Fraternità ci occupiamo da quasi 60 anni dei detenuti nella Casa Circondariale di Verona e delle loro famiglie, e collaboriamo con altre realtà per favorire la rieducazione e il reinserimento sociale di queste persone. Tra le nostre finalità vi è anche la prevenzione sul territorio per evitare la commissione di reati e in questo ambito si collocano la sensibilizzazione e la diffusione della cultura del modello riparativo nella società civile. Il nostro apporto in questo progetto sarà il coinvolgimento in iniziative volte a incontrare le persone nei quartieri per rilevare eventuali situazioni conflittuali da portare a conoscenza del Tavolo, in modo da definire insieme le azioni più adeguate per i possibili interventi.» Anna Chiara Bercelli, La Fraternità.
Caritas Verona: la formazione come strumento di diffusione della giustizia riparativa
«Il progetto Cittadella della Giustizia ha ampliato il proprio impegno promuovendo un percorso formativo rivolto agli operatori che lavorano con persone ammesse a misure alternative alla detenzione. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura della giustizia riparativa. Attraverso tre incontri formativi, i partecipanti hanno approfondito i principi e i valori della giustizia riparativa, le differenze tra mediazione penale, Centri per la Giustizia Riparativa e Cittadella della Giustizia, le modalità di accesso ai percorsi riparativi e gli strumenti per individuare i bisogni ai quali tali percorsi possono offrire una risposta concreta. Il programma ha previsto inoltre momenti di confronto, lavori in circle e una simulazione pratica di un incontro di giustizia riparativa, con l’obiettivo di fornire agli operatori competenze operative per orientare e accompagnare le persone accolte verso percorsi di responsabilizzazione, riparazione del danno, riconciliazione e reinserimento sociale, contribuendo così a promuovere una maggiore sicurezza e coesione all’interno della comunità.» — Marco Zampese, Caritas Verona
Cos’è il Tavolo Permanente
Nato su iniziativa della Fondazione Don Calabria per il sociale ETS e dell’UDEPE di Verona, il Tavolo è oggi una delle realtà più consolidate in Italia nel campo della giustizia riparativa.
Riunisce mensilmente 16 enti: ASAV, Rete Dafne, Caritas Diocesana Veronese, CSV Centro Sevizio per il Volontariato di Verona, Associazione La Fraternità, Progettomondo, USSM, Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, Ordine delle Assistenti Sociali del Veneto, Centro Neg2Med, Camera Penale Veronese, Camera Minorile di Verona, Comune di Verona, Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, Fondazione Don Calabria per il sociale ETS e UDEPE Verona.
Le decisioni nascono dalla mediazione tra le diverse prospettive dei partecipanti, lo stesso principio che il Tavolo promuove all’esterno.
