30 luglio 2026. Si è tenuta nei giorni scorsi a Sant’Anna d’Alfaedo la Consulta Provinciale della Montagna di Coldiretti Verona per fare il punto sui nodi cruciali che interessano il comparto zootecnico della Lessinia e del Monte Baldo.
Al centro del dibattito è emersa soprattutto la necessità di far fronte comune attorno alle istanze dei produttori locali, riaffermando il ruolo di Coldiretti quale punto di riferimento a tutela degli imprenditori agricoli che lavorano in quota. Nel riconoscere l’attenzione costante dimostrata dall’Assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, più volte in visita in questi luoghi, e le risorse messe in campo dall’amministrazione veneta, la Consulta ha espresso con tono pacato ma fermo la sensazione di incertezza che ancora attraversa le stalle veronesi. Trattandosi di ambiti complessi, l’azione istituzionale richiede un ulteriore sforzo di comprensione delle dinamiche reali, per far sì che i provvedimenti si traducano in soluzioni effettive ed efficaci sul terreno.
Il tema della predazione e della presenza dei lupi nelle malghe e in prossimità dei centri abitati resta uno dei punti più delicati. Gli allevatori presenti evidenziato come, a fronte dell’impegno economico regionale per dotare le aziende di cani da guardiania, tale strumento presenti forti criticità gestionali e organizzative nel contesto specifico della Lessinia, caratterizzato da un’elevata antropizzazione e da una storica vocazione turistica.
Se poi da un lato lo sblocco dei regimi d’aiuto minimis ha consentito di velocizzare i risarcimenti, dall’altro la vicinanza dei predatori alle stalle e alle abitazioni richiede interventi di contenimento decisivi. In questo quadro, il progetto dell’Università di Sassari relativo al radiocollaraggio di alcuni esemplari che dovrebbe partire in autunno rappresenta un passaggio importante ma non potrà sostituirsi a un piano di controllo che garantisca maggiore concretezza.
Sul fronte economico, di fronte alle incertezze del mercato lattiero caseario, la Consulta ha sottolineato la priorità di costruire una filiera integrata e distintiva in grado di mettere in rete tutte le aziende del territorio montano e di valorizzare il latte che qui viene prodotto. L’obiettivo strategico sarebbe la trasformazione in loco della materia prima, creando prodotti immediatamente riconducibili alla Lessinia e al Baldo come già accade in altri ambiti montani regionali, ma non solo.
Parallelamente, lo sviluppo della filiera vacca-vitello per il ristallo interno rappresenterebbe una risposta concreta alla richiesta degli allevatori di pianura, sempre più in difficoltà con i fornitori francesi.
Per quanto riguarda la Direttiva Nitrati, gli allevatori hanno ribadito la necessità di applicare regole modellate sulle reali condizioni altimetriche e climatiche dato che la gestione degli effluenti in montagna differisce profondamente dai ritmi della pianura. Ribadendo la volontà di rispettare i flussi turistici, le aziende necessitano di una flessibilità operativa durante la settimana lavorativa. Coldiretti si farà parte attiva presso i tavoli tecnici per richiedere parametri calibrati sulle reali necessità aziendali della Lessinia e del Baldo, richiedendo prima di tutto buon senso.
“Le tematiche sul tavolo della montagna sono complesse e purtroppo di difficile soluzione, ma la chiave per affrontarle risiede nel confronto costruttivo come quello di oggi e nell’assunzione di impegni condivisi», ha sottolineato Federico Menini, Presidente della Consulta Montagna di Coldiretti Verona. «Solo muovendoci uniti con la guida di Coldiretti possiamo far valere la centralità dei nostri allevatori, le cui aziende non solo producono eccellenze alimentari, ma garantiscono il presidio e la cura di un paesaggio di cui beneficia l’intera collettività e l’attrattività turistica del territorio”.
