27 luglio 2026. Sulla base dell’istanza presentata da Coldiretti, il Ministero della Salute ha emanato i decreti di uso d’emergenza che autorizzano, ai sensi dell’articolo 53 del Regolamento CE 1107/2009, l’impiego della sostanza attiva 1,3D (dicloropropene). L’utilizzo di questo fumigante del suolo a azione nematocida è consentito dal 17 luglio 2026 al 13 novembre 2026 su colture quali pomodoro, fragola (produzione e vivaio), lattughe e altre insalate comprese le baby leaf, floreali, carota e barbabietola da zucchero portaseme. Benché la sostanza non sia più autorizzata in via ordinaria dall’Unione Europea a causa del suo profilo tossicologico, la società produttrice ha inoltrato alla Commissione europea il dossier per avviarne il procedimento di autorizzazione definitiva.
L’impiego dei quattro formulati commerciali autorizzati è subordinato a rigide prescrizioni operative. L’etichetta specifica l’obbligo di effettuare preventivamente un’analisi nematologica su campioni di terreno per accertare la reale carica di parassiti ed evitare trattamenti non necessari. Il prodotto è riservato esclusivamente agli operatori professionali in possesso del patentino e richiede il rispetto di un intervallo di due anni tra un trattamento e l’altro sullo stesso appezzamento, con una dose massima di 100 litri per ettaro. Per tutte le colture è obbligatorio l’uso del telo plastico pacciamante a tenuta di gas (tipo TIF), debitamente fissato per prevenire dispersioni dovute al vento. Fa eccezione il caso di carota e barbabietola da zucchero portaseme, per le quali Coldiretti, grazie al supporto agronomico del CREA Colture Cerealicole ed Industriali di Caserta, ha ottenuto l’esenzione dall’obbligo di pacciamatura per evitare costi di produzione insostenibili.
Formulati commerciali e limitazioni territoriali
I quattro prodotti a base di 1,3D autorizzati presentano precise limitazioni geografiche e d’uso, volte a contenere le infestazioni di nematodi galligeni, cisticoli, lesivi e di altre anguillule dei terreni destinati a semina o trapianto:
- TELONE II 2026 A (BY TELEOS): autorizzato in pieno campo per il pomodoro in Lazio e Campania; per lattughe e altre insalate (comprese baby-leaf) in Veneto, Campania e Lazio; per la fragola in produzione in Veneto, Campania e Lazio; per la fragola in vivaio in Veneto ed Emilia-Romagna; per le colture floreali in Liguria, Campania, Toscana e Puglia; per la carota in Emilia-Romagna, Lazio, Puglia, Abruzzo, Veneto, Sardegna, Toscana e Sicilia; per la barbabietola da zucchero portaseme in Emilia-Romagna e Veneto.
- TELONE EC 2026A (BY TELEOS): destinato all’uso in serra o tunnel per il pomodoro in Piemonte, Veneto, Sicilia, Lazio e Campania; per le insalate in Veneto, Campania, Lazio e Piemonte; per la fragola in produzione in Veneto, Campania e Lazio; per la fragola in vivaio in Veneto ed Emilia-Romagna; per le floreali in Liguria, Campania, Toscana, Puglia e Sicilia.
- CONDORSIS EC 2026A (BY TELEOS): indicato per l’uso protetto in serra o tunnel con la medesima ripartizione geografica e colturale del Telone EC 2026A.
- DIGEO XXIII: approvato per l’impiego in pieno campo con le stesse limitazioni territoriali e colturali previste per il Telone II 2026 A.
Il solo impiego di prodotti chimici di sintesi tradizionale risulta inefficace nel lungo periodo, sia per le revoche europee di vecchie molecole, sia per l’accelerazione dei cicli riproduttivi dei parassiti dovuta ai cambiamenti climatici. La difesa fitosanitaria moderna mira a contenere le popolazioni di nematodi al di sotto della soglia di danno economico attraverso la produzione integrata, combinando la chimica con i sistemi biologici e le tecniche dell’agricoltura di precisione. L’adozione di un approccio integrato si articola in diverse azioni operative:
- Prevenzione e diagnostica: esecuzione di analisi nematologiche preventive del suolo per identificare generi e densità e scrupoloso lavaggio dei macchinari agricoli per impedire la diffusione del parassita tra appezzamenti diversi.
- Tecniche fisiche e biofumigazione: coltivazione di brassicacee ad alto contenuto di glucosinolati (come Brassica juncea o Sinapis alba), la cui biomassa viene trinciata, incorporata nel terreno e irrigata per liberare isotiocianati naturali ad azione nematocida. A questa si affianca la solarizzazione estiva, effettuata coprendo il suolo umido con film trasparenti per 4-6 settimane in modo da raggiungere temperature superiori ai 45-50 °C. La combinazione delle due tecniche (bio-solarizzazione) abbatte la carica infestante fino all’80-90%.
- Agenti biologici e sovesci antagonisti: impiego di funghi e batteri antagonisti come Purpureocillium lilacinum (ceppo 251), Bacillus firmus o Bacillus amyloliquefaciens per ostacolare la penetrazione radicale e ricolonizzare il suolo. Si utilizzano inoltre sovesci non ospiti o piante trappola come Crotalaria juncea e Tagetes.
- Pratiche colturali e resistenza genetica: ricorso a portainnesti resistenti per solanacee e cucurbitacee (es. ibridi di Solanum lycopersicum x S. habrochaites) ed apporto di compost o letame ben maturo per incrementare la biodiversità microbica ed i predatori naturali nel terreno.
- Trattamenti in fertirrigazione: applicazione durante il ciclo colturale di formulati a base di estratti naturali (geraniolo, timolo, aglio) o nematocidi di sintesi a basso impatto e ridotto tempo di carenza.
