(AVN) Venezia, 1 luglio 2026
“In Sanità, alle classifiche non va mai data rilevanza assoluta. Ma il Rapporto Crea 2026 assegna alla Regione Veneto il primo posto in Italia per l’indice di Performace generale, determinato dagli stakeholders e dagli utenti. Un risultato positivo che ci spinge a fare ancora di più”.
E’ questo il primo commento del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ai contenuti del rapporto Crea Sanità 2026, “Livelli di tutela della salute: le performance regionali”, presentato oggi a Roma, che delinea le dimensioni egli Esiti, l’Appropriatezza, la dimensione economico-finanziaria e quella sociale, equità e innovazione.
“La nostra Regione appare prima in Italia con il 64% di indice di performance, ma questa posizione, per quanto positiva, non ci accontenta – aggiunge Stefani – il nostro obiettivo, come indica Crea, è di arrivare all’80%. A questo abbiamo iniziato a lavorare fin dai primi giorni della legislatura, con una serie di novità decise e attivate, con la grande operazione della Case e Ospedali di Comunità e improntando alla totale collaboratività il rapporto con le categorie professionali e con gli stakeholders”.
“Desidero ringraziare per l’apporto quotidiano di tutto il personale medico, infermieristico e amministrativo – aggiunge Stefani – sono loro i protagonisti del nostro sistema”.
Nel Rapporto Crea, il Veneto risulta tra le 5 Regioni migliori anche per la quota di cittadini che hanno percepito un miglioramento dei servizi del servizio sanitario regionale (il 22,7%).
“In queste 5 Regioni – fa notare l’Assessore alla Sanità Gino Gerosa – oltre un quinto della popolazione percepisce un miglioramento dei servizi. Questo, in qualche modo, rende giustizia a certe negatività che fanno più parte della strumentalizzazione politica che della realta’”
“Il Rapporto Crea – segnala anche Gerosa – indica a livello nazionale delle criticità piuttosto profonde rispetto all’integrazione con il sociale e all’innovazione che spiegherebbe un arretramento sul versante dell’equità. Credo di poter dire che nulla di tutto ciò riguarda, se non in minima parte il Veneto. Il nostro modello sanitario è improntato proprio alla forte integrazione tra sanitario e sociale e tra ospedale e territorio. L’innovazione è al centro delle nostre politiche strategiche e finanziarie con una strategia di acquisti e miglioramento tecnologico senza soluzione di continuità. Migliorare si può e si deve sempre, ma credo che il Veneto si proponga come esempio da seguire in tante altre parti d’Italia”
