Oltre 20 volontari hanno ripulito oggi l’area patrimonio UNESCO. Le associazioni: “Puliamo noi ciò che l’amministrazione non rimuove. Ma le ruspe devono tornare: quegli edifici abusivi vanno abbattuti e l’area sanata”
VERONA – Sabato 6 giugno 2026
Lo scorso sabato Legambiente Verona e Attiviamo Verona in occasione della Giornata della Terra sono tornate al Bastione San Francesco con pale, sacchi e carriole. Insieme ai Soccorritori VO.Dae Verona della ANIOC APS, oltre 20 persone hanno ripulito per ore un’area che, ancora una volta, versava in condizioni inaccettabili per un sito patrimonio dell’umanità UNESCO.
Rifiuti di ogni tipo, materiali di risulta, bottiglie piene di urina, siringhe, materassi, coperte e suppellettili abbandonati da anni, vegetazione infestante che ha colonizzato ogni angolo: le fotografie scattate prima, durante e dopo l’intervento documentano una situazione che non ha bisogno di commenti. Ma che ha bisogno, urgentemente, di risposte.
Quella del Bastione San Francesco non è una discarica occasionale: è il risultato di anni di abbandono sistematico, in uno spazio noto a tutti per la presenza di attività di spaccio e dove l’abuso è pienamente accettato. Legambiente Verona gestisce la parte inferiore del Bastione dal 2012, in forza di un contratto di concessione con il Demanio dello Stato. In quell’anno l’associazione demolì tre edifici abusivi e restituì alla città la piazza bassa, restituendola alla fruizione pubblica con eventi e serate che continuano tutt’oggi. Nel febbraio 2020 il Comune avviò una nuova tornata di demolizioni nel vallo di via Faccio; nel gennaio 2021 le ruspe tornarono al civico 2 di via dell’Autiere. Gli assessori dell’epoca parlarono di “situazione inaccettabile” e promisero che, una dopo l’altra, tutte le strutture abusive sarebbero state abbattute. Poi, il cambio di amministrazione, gli abbattimenti si sono fermati e il luogo è tornato nel dimenticatoio, continuando ad essere ricettacolo di spaccio, abbandono e forte degrado.
Nei dintorni del monumento sorgono ancora diversi edifici, costruiti senza alcun permesso in piena emergenza abitativa nel secondo dopoguerra. Tra gli edifici rimasti in piedi, alcuni sono ancora abitati, nonostante le numerose notifiche di sfratto, con situazioni grottesche di persone straniere che pagano contratti di affitto a proprietari che vivono all’estero. Altri, come quello su cui si è concentrato l’intervento delle due associazioni ambientaliste, sono inabitabili, ridotti a ruderi aperti e usati come discarica.
“Per l’ennesima volta siamo tornati nell’area del Bastione San Francesco con guanti, pale e sacchi per rimuovere rifiuti e degrado da un luogo che rappresenta una parte importante della storia di Verona e che dovrebbe essere motivo di orgoglio per tutta la città. – commenta Stefano Grigoletti, presidente di AttiviAmo Verona – “Con le nostre forze, per quanto animate da impegno, passione e amore per il territorio, non possiamo affrontare da soli situazioni di questo tipo. I volontari possono dare un contributo prezioso, ma non possono sostituirsi alle istituzioni. Ogni volta che interveniamo ci rendiamo conto della complessità di questa situazione: l’area è così vasta e compromessa che, nonostante l’impegno profuso, non siamo mai riusciti a completare integralmente le operazioni di pulizia e, dopo pochi mesi, ci ritroviamo nuovamente ad affrontare gli stessi problemi. È solo attraverso l’intervento degli enti preposti, unito alla collaborazione e al senso civico dei cittadini, che possiamo fare davvero la differenza per Verona. La cura della città è una responsabilità condivisa: il volontariato può essere un esempio e uno stimolo, ma servono risposte concrete e un impegno costante da parte di tutti.”
Nel corso dell’intervento i volontari hanno rilevato un elemento che richiede una ulteriore risposta formale da parte dell’Amministrazione: nell’area del Bastione è attivo un cantiere per la realizzazione di una pista ciclabile.
“La presenza del cantiere per la ciclabile sarebbe una buona notizia, ma solo se è il segnale di un progetto organico di valorizzazione dell’intera area”, aggiunge Andrea Gentili, presidente di Legambiente Verona. “Oggi, accanto a quel cantiere aperto da tre settimane ci sono edifici abusivi che attendono la ruspa da quindici anni, una discarica che, dopo numerosi interventi ed eventi pubblici da parte dei volontari, anche con il rischio sanitario a cui siamo esposti, è ridotta ma ancora presente. Il nostro timore è che, completata la ciclabile, l’area rimanga così. Lo sottolineiamo: attualmente l’area circostante al Bastione San Francesco non è un luogo per famiglie, o dove farsi una bella gita in bici. Un’area di cinquecento anni di storia, patrimonio dell’umanità, non può continuare ad essere lasciata in queste condizioni.”
Legambiente Verona e Attiviamo Verona ricordano che il Consiglio di Stato aveva già ordinato ormai 15 anni fa di rimuovere quegli edifici. Per questo chiedono con forza all’Amministrazione comunale di Verona di rendere pubblico, con date certe e vincolanti, il cronoprogramma per il completamento delle demolizioni degli edifici abusivi presenti nella piazza alta del Bastione San Francesco e di avviare un progetto complessivo e coerente di valorizzazione dell’area, che includa la messa in sicurezza, la bonifica definitiva e la restituzione alla cittadinanza di un patrimonio che oggi, di fatto, è abbandonato all’incuria e al degrado.
Per informazioni:
Andrea Gentili, Legambiente Verona cell. 3382115560
Stefano Grigoletti, AttiviAmo Verona, cell 3403494141
