
ORTOFRUTTA. RIUNITA LA CONSULTA NAZIONALE DI COLDIRETTI
VANTINI(vicepresidente regionale): “Il clima mette sotto pressione le imprese, ma non possiamo accettare che il conto venga scaricato sugli agricoltori”
“La neo costituita Consulta nazionale Coldiretti rappresentata per noi una grande opportunità per contribuire a portare a livello nazionale non solo le criticità spesso molto specifiche dei singoli territori, ma anche le esigenze e le possibili soluzioni. Difendere l’ortofrutta significa tutelare un pezzo importante di agricoltura italiana, preservando imprese, territori e consumatori. Il Veneto porta al tavolo ortofrutticolo convocato a Bologna da un lato, un quadro di preoccupazione generale, ma anche la consapevolezza che questo comparto ha ancora grandi potenzialità da esprimere – afferma Alex Vantini, vicepresidente di Coldiretti Veneto –. La produzione lorda agricola veneta ha raggiunto nel 2025 il valore di 8,5 miliardi di euro, confermando il peso strategico dell’agricoltura regionale e, all’interno di questo sistema, si distingue l’ortofrutta come settore fondamentale per valore economico, occupazione e presidio del territorio”.
“Gli agricoltori veneti stanno affrontando una stagione complessa – prosegue Vantini – tra effetti dei cambiamenti climatici ormai strutturali, nuovi parassiti che mettono a dura prova le coltivazioni, la progressiva riduzione degli strumenti a disposizione delle imprese per affrontare le emergenze. In queste condizioni ottenere frutta negli standard che sono sempre più elevati è molto difficile. Nonostante una disponibilità di prodotto condizionata dalle difficoltà produttive, assistiamo a un calo delle quotazioni riconosciute agli agricoltori con uno squilibrio che rischia di compromettere la redditività delle aziende e la capacità di continuare a investire”.
“Alla Consulta nazionale abbiamo ribadito la necessità di un piano strategico per l’ortofrutta italiana – conclude Vantini – che affronti con decisione le grandi sfide del settore: dalla gestione della risorsa idrica agli investimenti in innovazione, dalle tecnologie per aumentare la resilienza delle colture agli strumenti assicurativi e di gestione del rischio. Serve inoltre garantire reciprocità negli scambi commerciali e una più equa distribuzione del valore lungo la filiera. Il Veneto è pronto a fare la propria parte per garantire futuro a un comparto strategico”.
