Un intervento della Polizia di Stato ha consentito l’arresto di due giovani, ventunenni, ritenuti responsabili, in concorso con una terza persona rimasta ignota, del reato di tentata rapina impropria aggravata.
I fatti si sono verificati il 27 agosto scorso in Piazza Erbe, dove gli operatori sono intervenuti a seguito di una lite tra più persone. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire quanto accaduto poco prima e di individuare i due soggetti coinvolti.
In particolare, i tre giovani si erano avvicinati a diverse bancarelle presenti nella piazza e uno di loro si era impossessato di un paio di occhiali da sole e di un portafoglio da donna.
Accortosi dell’ammanco, il gestore di una delle bancarelle ha individuato uno dei ragazzi e ha cercato di fermarlo. Ne è scaturita una colluttazione durante la quale il giovane ha opposto resistenza, provocando al commerciante lievi graffi all’avambraccio sinistro.
Nel corso della stessa colluttazione è intervenuto un secondo soggetto, che ha cercato di favorire la fuga del complice e ha afferrato al collo una persona intervenuta in aiuto del commerciante, provocandole difficoltà respiratorie. Anche il terzo componente del gruppo, rimasto ignoto, ha preso parte alla lite, ma, prima dell’arrivo degli equipaggi delle Volanti, è riuscito ad allontanarsi.
Gli operatori, giunti sul posto, sono riusciti a recuperare la refurtiva, restituendola ai rispettivi commercianti proprietari delle diverse bancarelle. Gli ulteriori accertamenti svolti nell’immediatezza hanno quindi consentito di acquisire elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti.
Al termine dell’attività, i due giovani sono stati tratti in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, accompagnati presso la Casa Circondariale di Verona Montorio. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’identificazione della terza persona coinvolta.
A seguito della convalida dell’arresto, il giudice ha, infine, disposto, rispettivamente, le misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tutti i giorni e del divieto di dimora nella regione Veneto.
Si precisa che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità penale degli arrestati si considera accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.
