Arrestato cittadino albanese in possesso di oltre 200 dosi di cocaina destinate allo spaccio.

Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti disposta dal Questore di Treviso, Alessandra Simone, ieri pomeriggio la Polizia di Stato ha arrestato un cittadino albanese di ventitré anni, incensurato e irregolare in Italia, sorpreso con oltre 200 dosi di cocaina destinate allo spaccio e 580 euro in contanti.

Il giovane, in particolare, è stato sorpreso dai poliziotti della Squadra Mobile mentre nascondeva in un’area agricola di San Biagio di Callalta circa 200 dosi di cocaina pronte per essere immesse sul mercato. Gli agenti, una volta recuperato lo stupefacente, hanno seguito lo spacciatore fino a Silea, intercettandolo mentre cedeva una dose di cocaina ad un cliente, dietro il pagamento di 50 euro. Il successivo controllo ha consentito di recuperare, abilmente occultate in un nascondiglio del veicolo da lui condotto, ulteriori 10 dosi di cocaina, oltre a 580 euro in contanti.

Il cittadino albanese è stato pertanto arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nella mattinata odierna, dopo la convalida dell’arresto, è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

L’attività della Squadra Mobile di Treviso si inserisce nel contrasto all’attività di spaccio in modalità “delivery”: giovani soggetti stranieri che giungono nella marca trevigiana per brevi periodi, con l’obiettivo di spacciare cocaina al dettaglio, per poi ritornare nei Paesi di origine ed essere sostituiti da altri coetanei. Gli appuntamenti vengono concordati telefonicamente, con soste lampo e consegne direttamente dal finestrino dell’auto, per provare a sfuggire ai controlli delle forze di polizia. Lo stupefacente, inoltre, viene spesso nascosto in aree urbane o sotto la scocca delle auto con dei contenitori magnetici, pronto per essere prelevato solo al bisogno, diminuendo così ulteriormente i rischi.

Sono già 7 gli arresti effettuati negli ultimi mesi dalla Polizia di Stato di Treviso con queste modalità.

(Questura di Treviso)