Carissimi…
catechisti, accompagnatori, educatori, presbiteri, diaconi e operatori pastorali,
un saluto e un pensiero di bene, accompagnando il nuovo anno pastorale 2026-2027 con le proposte e attenzioni formative presenti in queste nostre pagine.
Vi raggiungiamo con una frase di San Paolo, dalla Seconda lettera ai Corinzi. È presa dal cap. 6, quando l’apostolo sta portando avanti una riflessione sulla riconciliazione che viene da Dio. Tutto ad un tratto la riflessione si fa esortazione: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio»; e poi aggiunge, con tono sempre più intenso: «Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: “Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso” (Is 49,8). Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!».
L’anno pastorale 2025-2026 è stato, in un certo senso, un anno di “pausa”, rallentato, praticamente non abbiamo fatto corsi di formazione. Come Ufficio per la Catechesi abbiamo sostenuto la nostra Diocesi che ha investito tempo ed energie nel dare forma alle nuove collaborazioni pastorali e a riflettere sui ministeri battesimali, ci siamo concentrati sui nuovi referenti (parrocchiali e di ambito) e abbiamo dato attenzione alle relazioni, soprattutto con le nostre équipe diocesane.
Le équipe hanno quindi iniziato a rivedere il materiale che avevamo proposto negli anni scorsi e a preparare nuove tracce per gli incontri e le consegne, tenendo conto degli Orientamenti per la catechesi presentati a maggio 2025. Senza smettere la formazione delle équipe e dei referenti, che anzi sarà sempre più insieme ai responsabili di liturgia, carità ed economia, a ottobre vorremmo riprendere i corsi base e gli approfondimenti. Torneremo quindi a proporre, con maggiore continuità e visibilità, percorsi e occasioni di formazione. Ma non conta soltanto quello che faremo; conta soprattutto il modo in cui ci rimettiamo in gioco, lo spirito con cui ripartiamo.
A fine giugno, alla formazione per i referenti, preparata dalle Diocesi del Triveneto a Nebbiù di Cadore, in uno dei laboratori del primo giorno sul tema “La Chiesa in fermento”, si è preso spunto dal discorso di Giovanni XXIII all’apertura del Concilio ecumenico Vaticano (11 ottobre 1962). In uno dei passaggi più noti, il Papa riportava l’opinione di alcuni che «nelle attuali condizioni della società umana non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori (…). A noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo. Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l’opera degli uomini, e spesso al di là delle loro aspettative».
Come catechisti, accompagnatori dei genitori, educatori, persone che si spendono per l’annuncio e la catechesi, vogliamo iniziare un nuovo anno con fiducia: anche i tempi che stiamo vivendo noi, non meno faticosi degli anni ‘60, sono favorevoli. Non serve rimpiangere il passato o lamentarsi perché i tempi sono cambiati; non giova nemmeno aspettare che succeda chissà che cosa.
«Oggi», dice san Paolo, è «il momento favorevole» per l’annuncio e la catechesi. Proprio oggi, con tutte le fatiche e le contraddizioni che sperimentiamo; oggi, anche se siamo qualcuno in meno rispetto all’anno scorso. Questi ragazzi e i loro genitori, questa équipe di cui faccio parte; questa comunità, questi adulti e giovani, questi preti:
è qui che la divina Provvidenza opera. E noi crediamo che lo faccia ben oltre le nostre aspettative e capacità reali!
Insieme possiamo essere quel momento favorevole in cui Dio si compie nella nostra vita e in quella di chi incontriamo!
Vi invitiamo anche a condividere con il nostro Ufficio le scoperte, le fatiche e le proposte che vivrete, certi che il nostro essere collaboratori ha sempre bisogno di slancio e coraggio!
Ci auguriamo un buon cammino, esortandoci reciprocamente a cogliere la grazia e la salvezza che ci saranno date!
don Carlo e Silvia
