Omicidio nel quartiere “Golosine”: la Polizia di Stato arresta un cittadino polacco di 36 anni, ritenuto responsabile di aver ucciso con un coltello un ventiquattrenne tunisino

Nelle prime ore di oggi 25 settembre 2026, a Verona, la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica scaligera, ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino polacco di 37 anni, privo di pregiudizi di polizia. Il soggetto è ritenuto responsabile dell’omicidio di un ventiquattrenne tunisino, attinto mortalmente da 2 coltellate, una al cuore e uno al costato.

L’attività è scaturita la sera del 24 settembre da numerose chiamate al 113 a seguito di una violenta lite in abitazione, in un appartamento del quartiere “Golosine” di Verona. Diversi condomini, infatti, hanno sentito urla e rumori di violenta colluttazione, dapprima in un appartamento dello stabile e poi anche sul pianerottolo e per le scale. Il primo intervento degli agenti delle Volanti, che erano di pattuglia in zona, è stato pressocché immediato, tanto che la vittima era ancora in fin di vita e un uomo, successivamente ritenuto il presunto autore, era ancora in fuga nei pressi della abitazione ed è stato fermato in attesa di ricostruire la dinamica dei fatti. I sanitari, intervenuti prontamente, non sono comunque riusciti a salvare la vita al giovane, attesa la gravità delle ferite: una pugnalata, infatti, ha perforato lo sterno e trafitto il cuore, mentre l’altra ha trapassato il costato e perforato un polmone. Nel frattempo, gli investigatori della Squadra mobile, con il coordinamento sul posto della Procura di Verona, hanno avviato le immediate attività di indagine finalizzate ricostruire lo svolgimento dei fatti e acquisire elementi indiziari a carico del soggetto fermato mentre si dava alla fuga. In particolare, anche con il supporto specialistico del locale Gabinetto di Polizia Scientifica per i rilievi tecnici sulla scena del crimine, è emerso che all’interno dell’abitazione, al culmine di una serata caratterizzata da una massiccia assunzione di bevande alcoliche tra 4 persone, tra cui la vittima e il fermato, è scoppiata una violenta sfociata poi nell’aggressione mortale consumata in cucina con un coltello da cucina, successivamente rinvenuto e sequestrato. Il presunto autore del delitto, che ha mantenuto una condotta fortemente aggressiva anche durante le successive cure mediche in ospedale, è risultato positivo ai test tossicologici ed alcolemici. La prima versione dei fatti fornita dalle persone che erano presenti alla serata è quella di una aggressione motivata da futili motivi connessi al lavoro: fermato e vittima, infatti, sarebbero entrambi dipendenti di uno dei due testimoni, titolare di una ditta di trasporto turisti su minicar elettriche. Sono tuttora in corso indagini per meglio circostanziare le dinamiche dei fatti, atteso che, tra le altre cose, nei pressi della abitazione è stata rinvenuta e sequestrata a carico di ignoti una busta confezionata contenente 500 grammi di sostanza positiva al narcotest per la marijuana, che potrebbe essere collegata ai fatti per cui si è proceduto. Alla luce dei gravi e concordanti indizi di colpevolezza e del concreto pericolo di fuga derivante dallo stato di irreperibilità del soggetto sul territorio nazionale, l’uomo è stato sottoposto alla misura precautelare del fermo di indiziato di delitto. Al termine degli atti di rito, il trentaseienne è stato associato presso la Casa Circondariale di Verona Montorio a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

Si precisa che la responsabilità penale del fermato sarà accertata solo all’esito del giudizio, con sentenza penale passata in giudicato.

(Questura di Verona)