Il 24 settembre 2026, gli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con l’ausilio delle Digos di Napoli, Benevento, Brescia e Trento e i militari del ROS, coadiuvato in fase esecutiva dai Carabinieri Comandi Provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento, su delega delle Procure di Roma (Ordinaria e Minorenni) e Venezia, hanno dato esecuzione a nr. 17 decreti di perquisizione personale, locale e informatica nei confronti di altrettanti soggetti resisi responsabili dei reati di cui agli artt. 81, 110, 414 (istigazione a delinquere), 604 bis commi 1,2 e 3 (propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa), 270 quinques (addestramento ad attività con finalità di terrorismo) 270 bis nr.1 c.p. (per aver agito con le aggravanti delle finalità di terrorismo).
Le attività di indagine, avviate dalla DIGOS dal ROS sul monitoraggio on-line riconducibile all’area accelerazionista, suprematista e neonazista presente su vari social media hanno permesso di individuare gli indagati quali partecipanti a due specifici gruppi al cui interno i partecipanti:
- riproponevano documenti/manifesti dei principali attentatori suprematisti degli ultimi anni, in cui sono descritte minuziosamente le stragi compiute e le armi utilizzate;
- pubblicavano video di noti terroristi, tra cui Brenton Tarrant, esaltandone le gesta senza censura;
- fomentavano l’odio mediante la propaganda di idee fondate sul razzismo, antisemitismo, discriminazione di genere, neonazismo;
- esaltavano la figura di Adolf Hitler, delle SS, del fascismo e dei principali simboli suprematisti;
- effettuavano attività di gaming online ove venivano riproposte virtualmente scene di violenza e uccisione di minoranze etniche;
- fornivano, in alcuni casi, chiare e precise istruzioni:
- per la fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali, nonché per il “corretto” utilizzo di tali congegni al fine di aumentarne l’effetto letale;
- di addestramento, uso e maneggio di armi bianche e da fuoco.

In particolare, alcuni indagati hanno partecipato attivamente al gruppo di un noto social network privato, denominato Chat del Nuovo Ordine Europeo, attraverso il quale venivano postati e condivisi numerosi video, immagini e documenti riconducibili alla divulgazione di tematiche di propaganda dell’ideologia nazista, suprematista della razza bianca, di incitamento all’odio contro gli ebrei e negazione dell’Olocausto. Inoltre venivano condivisi manifesti pubblicati dai principali attentatori suprematisti e manuali di fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali.
Ad altri indagati, invece, si contesta la partecipazione al gruppo del medesimo social F.F.I (Fronte Fascista Italiano) ove venivano condivisi messaggi e post razzisti, di incitamento all’odio contro gli ebrei, i neri, gli omosessuali, di negazione dell’Olocausto, video di esecuzioni sommarie e massacri contro minoranze etniche, propaganda del gruppo suprematista “The Base”, nonché di manuali di auto addestramento e tecniche di realizzazione di azioni dirette.
Le perquisizioni, che hanno riguardato complessivamente 14 minorenni e 3 maggiorenni residenti in più parti d’Italia, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro armi bianche, vessilli e oggettistica che richiama alla simbologia nazista, nonché numerosi device usati per diffondere i messaggi di propaganda.
Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva
