
(AVN) – Bassano del Grappa (VI), 21 settembre 2026
“Rosario Livatino ci ricorda che la legalità non è un principio astratto: è una responsabilità quotidiana, che chiama in causa le istituzioni e ciascuno di noi”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, intervenendo questa mattina a Bassano del Grappa all’incontro “In memoria di Rosario Livatino: la sinergia tra le istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata in Veneto”, promosso dal Liceo “G.B. Brocchi” nel 36° anniversario dell’assassinio del magistrato.
All’incontro, con oltre 300 studenti, hanno partecipato anche il Procuratore distrettuale antimafia di Venezia, Alessandra Dolci, e il Sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco.
“Livatino ha dimostrato con la sua vita che fare il proprio dovere significa anche avere il coraggio di difendere la giustizia fino in fondo – ha sottolineato Stefani –. Oggi, davanti a tanti giovani, abbiamo il dovere di trasformare quella memoria in consapevolezza e responsabilità”.
“Il contrasto alla criminalità organizzata non può essere affidato ad un solo soggetto – ha proseguito il Presidente –. Servono una magistratura forte, forze dell’ordine, istituzioni, scuola e società civile capaci di lavorare insieme. Anche in Veneto dobbiamo mantenere alta l’attenzione sui tentativi di infiltrazione nell’economia legale, sul riciclaggio e sul reimpiego dei capitali illeciti”.
Il Veneto, del resto, è considerato “terreno fertile” per l’infiltrazione mafiosa: la presenza più radicata è quella della ‘ndrangheta, con interessi in edilizia, smaltimento rifiuti e appalti pubblici, ma si registrano riscontri anche di camorra, cosa nostra e criminalità pugliese in alcuni territori.
“C’è poi un passaggio che rende visibile, concretamente, la vittoria dello Stato sulla criminalità: quando un bene confiscato torna a disposizione della comunità. Quel patrimonio cambia funzione e significato: da strumento della criminalità diventa una risorsa per i cittadini. Come Regione continueremo quindi a rafforzare la collaborazione con ANBSC, Comuni e Autorità giudiziaria per accelerare la destinazione e il riutilizzo dei beni ancora in gestione”.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati sui beni confiscati in Veneto: 236 immobili, di cui 43 terreni, sono attualmente in gestione, mentre 334 immobili, 28 dei quali terreni, sono già stati destinati. Vicenza, Verona e Venezia concentrano da sole oltre l’85% dei beni immobili destinati, con Vicenza che raggiunge quota 97. Per quanto riguarda le aziende confiscate, 53 risultano ancora in gestione, 29 delle quali a Verona, oltre metà del totale regionale, mentre 31 sono state destinate.
“La legalità si costruisce anche attraverso le scelte di ogni giorno – ha concluso Stefani –. Ed è per questo che parlare di questi temi ai ragazzi è fondamentale. La memoria di Livatino non deve rimanere una celebrazione: deve diventare un impegno”.
La mattinata si è conclusa con il confronto tra gli studenti, il Presidente Stefani e il Procuratore Dolci, che ha dichiarato: “Rosario Livatino ha dimostrato che l’indipendenza e la credibilità del magistrato si misurano nella tenuta morale di tutti i giorni. Nel contrasto alla criminalità organizzata che tenta di aggredire il mercato legale del Veneto, la risposta giudiziaria deve camminare di pari passo con la riaffermazione della presenza dello Stato, il riutilizzo dei beni illeciti e l’alleanza educativa con i giovani”.
Le immagini dell’incontro sono disponibili al seguente link: https://drive.google.com/drive/folders/1-5sMH4T1-4BzTWyq3lRbBtXRcQOcKc-4?usp=drive_link.
Comunicato stampa (PRESIDENTE)
