Testimoni della fraternità umana

Venerdì 25 settembre centinaia di pellegrini veronesi si sono ritrovati nella Basilica di San Francesco ad Assisi per vivere insieme la Messa diocesana in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo patrono d’Italia.

Si sono così radunati attorno a san Francesco e al vescovo Domenico Pompili 450 fedeli, alcuni che hanno vissuto i pellegrinaggi proposti dalla Diocesi e altri che sono scesi con le Parrocchie.

Il Vescovo nell’omelia, riferendosi alle Stimate di Francesco le ha definite segno “di una straordinaria esperienza nella fase finale della sua vita” e allo stesso tempo “una prova della concretezza dell’amore che non è mai un sentimento di vaga compassione. Ma sempre una prova di pazienza e di vicinanza, anche quando nel caso dei lebbrosi si è presi da una istintiva repulsione”.

Quindi ha raccontato uno degli episodi più famosi della vita di Francesco – l’incontro col sultano Malik al-Kamil – che in realtà non ha niente a che fare con lo scontro di civiltà, ma ci insegna due cose: “La prima è che l’evangelizzazione consiste nel fare il primo passo verso l’altro, senza altro mezzo che non sia la propria fede, nuda e pura. Ciò di cui c’è bisogno oggi è lo slancio interiore che conduce dove la prudenza, il realismo, la convenienza non ci porterebbero mai. La seconda è che la testimonianza oggi più necessaria è la fraternità umana, cui sono chiamati tutti i credenti nell’unico Dio.

Resta aggiornato seguendo i profili social della Chiesa di Verona:

Canale WhatsApp
Profilo Instagram

condividi su

(Diocesi di Verona)