La casa come perno di una strategia più ampia per rendere la città più attrattiva. Il lavoro avviato negli ultimi anni sulla residenzialità pubblica entra ora in una nuova fase: consolidare quanto realizzato e concepire il patrimonio abitativo come una delle leve virtuose del futuro, nella quale casa, servizi e lavoro procedano di pari passo.
Dal 2021 al 2026 il Comune di Venezia ha assegnato 1.268 alloggi attraverso 16 bandi pubblici, una media di quasi un alloggio al giorno. Entro la fine di quest’anno sono previste altre 178 assegnazioni. Sul patrimonio abitativo sono già stati investiti 58.273.000 euro, con una previsione complessiva di 66.153.000 euro a fine anno. A questo quadro si aggiungono 243 nuovi alloggi previsti nella programmazione, insieme agli interventi di recupero, riatto, manutenzione ed efficientamento del patrimonio esistente.
“Ciò che abbiamo costruito in questi anni, grazie all’impegno dell’attuale sindaco Simone Venturini e mio predecessore con delega alle Politiche abitative, ci consegna una base molto importante dalla quale partire per un passo ulteriore – dichiara l’assessore alla Casa, Ermelinda Damiano – Ora allargheremo ulteriormente lo sguardo. La casa è una condizione fondamentale, ma da sola non basta. Una città è attrattiva se riesce a garantire insieme residenzialità, servizi di trasporto e di vita e opportunità di lavoro. Sono tre gambe che devono reggersi insieme”.
“Per questo – prosegue Damiano – vogliamo partire dai risultati ottenuti per costruire una visione ancora più ampia, coinvolgendo le realtà più autorevoli e rappresentative della città e mettendo a sistema competenze, bisogni e opportunità. Dobbiamo superare una lettura che separa centro storico, isole e terraferma e ragionare sempre più in termini di un unico sistema Venezia. Significa immaginare nuovi modelli dell’abitare, ma anche capire quali servizi, quali opportunità professionali e quali condizioni di vita servano perché una persona, una famiglia o un lavoratore scelgano Venezia non soltanto per venire a lavorare, ma per restare e costruire qui il proprio futuro”.
L’investimento sul patrimonio procede parallelamente alle assegnazioni. Una delle componenti più rilevanti è rappresentata dagli interventi di efficientamento energetico realizzati attraverso il Superbonus: 46 condomini e 436 appartamenti interessati, per un investimento complessivo di 31 milioni e 420mila euro.
Gli interventi hanno comportato la realizzazione di 36.255 metri quadrati di cappotto termico, 18.805 metri quadrati di nuove coperture coibentate e la sostituzione di 2.807 infissi. Nei fabbricati interessati il programma ha consentito un miglioramento di almeno tre classi energetiche e, nei casi rilevati, risparmi sulle bollette fino al 50%.
Il percorso ha riguardato anche nuovi strumenti per il Social Housing. Il Regolamento approvato dal Consiglio comunale nel 2024 ha aggiornato criteri e modalità di assegnazione e previsto, nei casi disciplinati, anche la possibilità di intervenire direttamente sull’alloggio attraverso formule di autorestauro con scomputo dei costi dal canone.
I dati dell’ultimo bando mostrano inoltre esigenze abitative differenti all’interno del territorio comunale. In centro storico le famiglie assegnatarie sono prevalentemente composte da una o due persone, ma il 19% supera i cinque componenti. In terraferma, invece, il 93% dei nuclei è formato da non più di quattro persone. “La prospettiva è quella di un sistema abitativo capace di utilizzare strumenti diversi a seconda dei bisogni, mantenendo però una visione unitaria della città – ha concluso l’assessore – e, in questa direzione, vanno anche i nuovi programmi di rigenerazione. Gli interventi per circa 9 milioni di euro tra Marghera, Mestre e centro storico mettono insieme recupero edilizio, nuovi alloggi, co-housing, Social Housing, spazi comuni, verde e servizi. Costruendo veri e proprio nuovi quartieri dove residenza pubblica diventa anche sinonimo di ‘bello’ “.
