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Novembre Donna 2026: oltre 50 iniziative, cresce l’attività del Centro …

Il Comune di Venezia rinnova il proprio impegno per la tutela delle donne con “Novembre Donna 2026. Libere dalla violenza”, un calendario di oltre 50 iniziative che coinvolgeranno centro storico, terraferma e isole. Presentato questa mattina al Municipio di Mestre, il programma è promosso dall’Assessorato alla Coesione Sociale, con delega alla Cittadinanza delle Donne e alle Pari Opportunità, insieme alle Municipalità, al Centro antiviolenza e a una rete di enti e associazioni del territorio. Incontri, convegni, spettacoli, mostre, concerti e attività sportive accompagneranno la città verso la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, nell’ambito di un impegno che prosegue durante tutto l’anno.

La conferenza stampa è stata presieduta dall’assessore alla Coesione sociale Ermelinda Damiano, alla presenza del direttore dell’Area Coesione sociale Danilo Corrà, di Patrizia Marcuzzo, responsabile del Centro antiviolenza, del presidente della Municipalità di Marghera Teodoro Marolo e dell’assessore ai Servizi demografici e per il cittadino Paolino D’Anna, intervenuto in qualità di presidente dell’Associazione culturale partenopea di Venezia. All’incontro è intervenuta anche Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.

“La violenza contro le donne non è un fatto privato, ma una ferita che attraversa l’intera società e richiama ciascuno di noi a una responsabilità collettiva – ha dichiarato l’assessore Damiano – Con Novembre Donna rinnoviamo un impegno che prosegue tutto l’anno, grazie anche al lavoro delle operatrici del nostro Centro antiviolenza, primo centro pubblico d’Italia, che accompagnano le donne e i loro figli nei percorsi di uscita dalla violenza. La sfida più importante è quella culturale e deve partire dalle nuove generazioni. Per questo abbiamo avviato il progetto triennale ‘Crescere senza violenza’, rivolto ai bambini e ai ragazzi, dalle scuole dell’infanzia alle medie, insieme a famiglie e insegnanti, ampliando l’attività educativa che già coinvolge ogni anno oltre 1.500 studenti delle scuole superiori. Vogliamo promuovere una cultura del rispetto, sostenere la libertà delle donne e proteggere i bambini dalla violenza assistita”.

Nel corso della presentazione sono stati illustrati anche i dati relativi all’attività del Centro antiviolenza del Comune di Venezia nel primo semestre 2026, confrontati con lo stesso periodo del 2025 e del 2024. I numeri evidenziano una crescita dei primi contatti e dei colloqui, confermando l’importanza della rete territoriale di sostegno.

Richieste di aiuto e consulenze. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 245 interventi di primo contatto informativo, contro i 222 del 2025 e i 207 del 2024, con un aumento del 10,36% rispetto allo scorso anno. In crescita anche le donne che hanno effettuato un primo colloquio: 112, rispetto alle 96 del 2025 e alle 82 del 2024 (+16,67%). Gli interventi di consulenza specialistica sono stati 1.044, invariati rispetto al 2025 e superiori ai 775 del 2024.

Accoglienza e protezione. Le quattro Case Rifugio hanno ospitato 22 persone, rispetto alle 29 del 2025 e alle 19 del 2024 (-24,14% rispetto al 2025). Altre 54 persone sono state accolte in strutture di ospitalità, contro le 59 del 2025 e le 51 del 2024 (-8,47%).

Prevenzione e sensibilizzazione. Sono stati realizzati 127 interventi rivolti alla cittadinanza e alla rete antiviolenza, in aumento rispetto ai 115 del 2025 e ai 113 del 2024 (+10,43%). Nelle scuole gli interventi sono stati 47, contro i 56 del 2025 e i 55 del 2024 (-16,07%).

Un’attività che affianca all’assistenza diretta un lavoro continuativo di prevenzione, educazione e sensibilizzazione, coinvolgendo donne, famiglie, studenti e comunità locale.

Durante la conferenza, Martina Semenzato ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, famiglie, scuola e società civile, richiamando l’attenzione anche sulla violenza economica e sulla necessità di riconoscere le donne non soltanto come vittime, ma come protagoniste attive della società. Ha inoltre espresso apprezzamento per l’esperienza veneziana.

A illustrare l’organizzazione dei servizi comunali è stato Danilo Corrà, che ha evidenziato la continuità degli interventi garantita dall’integrazione tra Centro antiviolenza, Pronto intervento sociale e servizi territoriali. “Novembre è il mese in cui le nostre attività acquistano maggiore visibilità, ma il lavoro continua negli altri undici mesi, 24 ore su 24, anche nei giorni festivi – ha spiegato – Il Comune ha costruito un sistema di servizi capace di rispondere senza interruzioni alle necessità delle donne e delle famiglie. Con la riforma regionale e la costituzione dell’Ambito territoriale sociale VEN_12, che comprende Venezia, Marcon e Quarto d’Altino, il Comune di Venezia, in qualità di ente capofila, coordinerà un’area più ampia, rafforzando i servizi e il coinvolgimento delle associazioni nella programmazione degli interventi”.

Un’attenzione particolare sarà dedicata anche al linguaggio cinematografico, con l’iniziativa illustrata da Nicola Callegaro, del Circuito Cinema del Comune di Venezia, dedicata al film “Se domani non torno”, che ripercorre la vicenda di Giulia Cecchettin. Il programma prevede un’anteprima in streaming il 5 novembre, per la quale i 400 posti disponibili sono andati esauriti in circa un’ora, e sette proiezioni tra Mestre e Venezia, con il coinvolgimento di 1.900 studenti. L’iniziativa, inserita nell’ambito delle attività di Cinema Scuola, intende offrire ai ragazzi un’occasione di riflessione sulla violenza di genere attraverso il cinema, valorizzandone la funzione educativa e di sensibilizzazione.

Patrizia Marcuzzo ha richiamato l’attenzione sulle forme di violenza meno visibili, legate a stereotipi, linguaggi discriminatori e comportamenti minimizzati, ribadendo l’importanza di coinvolgere anche gli uomini nel cambiamento culturale e di favorire l’emersione delle situazioni ancora sommerse.

Tra le iniziative presentate, il progetto regionale illustrato dal presidente del CONI Veneto Dino Ponchio, sostenuto dalla Regione Veneto e realizzato con la collaborazione del Comune, prevede sette incontri dedicati alla prevenzione della violenza di genere e al safe-guarding nelle società sportive, con appuntamento conclusivo il 25 novembre al Museo M9 di Mestre, e dieci corsi di formazione rivolti a un massimo di mille operatori sportivi.

Il gruppo Judo Favaro Campalto proporrà inoltre il percorso gratuito di autodifesa “Penso, Esisto, Mi Difendo”, articolato in quattro lezioni, confermando l’accesso gratuito alle attività sportive per i bambini provenienti da famiglie coinvolte in situazioni di violenza. Previste anche iniziative di difesa personale e inclusione rivolte a donne, minori, anziani e persone con disabilità, promosse dalla realtà sportiva di Marghera rappresentata da Amos Muscheri.

Torna anche la settima edizione della “Maratona di Voci contro la violenza sulle donne”, promossa dall’associazione Mestre Mia, con il coinvolgimento degli studenti degli istituti mestrini. Dalle 8.30 alle 13.30 si alterneranno 48 interventi, tra testimonianze istituzionali, contributi artistici, rappresentazioni teatrali e approfondimenti sull’attività del Centro antiviolenza.

Spazio anche alla performance partecipativa ideata da Elena Tagliapietra, che coinvolgerà cittadini e famiglie nella realizzazione di un’onda umana, riprendendo l’esperienza che due anni fa aveva riunito 300 persone in Campo Santa Maria Formosa, per sensibilizzare sull’autonomia femminile e far conoscere i servizi di sostegno.

Dal 24 al 28 novembre, nella sala San Leonardo a Cannaregio, FIDAPA proporrà “La radice dell’ascolto”, mostra collettiva curata da Lucia Combinato con il gruppo artistico V24, dedicata alle radici della violenza di genere attraverso pittura, fotografia e scultura, con particolare attenzione ai comportamenti maschili. All’inaugurazione parteciperà il Centro antiviolenza comunale. Il 18 novembre alle 17.30, al Centro Scalzi, FIDAPA e Zonta Club organizzeranno inoltre un incontro con Paola Volpato, che presenterà disegni dedicati a episodi di violenza contro le donne.

Tra gli appuntamenti anche “Femminicidio: capire per cambiare”, promosso dall’Associazione culturale partenopea di Venezia, in programma il 13 novembre alle ore 18 a Santa Maria delle Grazie, in via Poerio a Mestre. L’iniziativa è stata illustrata dall’assessore Paolino D’Anna, che ha sottolineato la necessità di un impegno costante nella prevenzione, attraverso il confronto tra istituzioni, professionisti, esperti e testimonianze dirette, senza limitarsi alla reazione ai singoli episodi.

Novembre Donna 2026 conferma così l’impegno del Comune di Venezia nel coniugare assistenza, prevenzione, formazione e partecipazione della cittadinanza, attraverso oltre 50 appuntamenti per promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità condivisa, ben oltre il 25 novembre.

Il programma completo è disponibile sul sito del Comune di Venezia: www.comune.venezia.it/it/content/novembre-donna.
 

(Comune di Venezia)