
(AVN) – Venezia, 21 ottobre 2026
«Prossimità delle cure e potenziamento della sicurezza clinica sono i due pilastri su cui stiamo incentrando numerosi interventi. Se un provvedimento nazionale impone una riorganizzazione dei punti nascita, non vuol dire che comporti la rinuncia a investire nella sanità di un territorio. Anche nell’area di Portogruaro, per noi diventa l’occasione per rafforzare i servizi e offrire nuove garanzie per donne e neonati, con condizioni di assistenza migliori e più adeguate. La salute delle mamme e dei bambini rappresenta una priorità imprescindibile».
Sono parole dell’assessore regionale alla Sanità e alla Programmazione sanitaria, Gino Gerosa.
«La riorganizzazione dei punti nascita riguarda tutto il Paese – sottolinea Gerosa –. È basata su criteri di sicurezza, definiti a livello nazionale con un decreto ministeriale adottato dall’allora ministra della Salute Beatrice Lorenzin, nel 2015. Nel provvedimento, uno dei requisiti indicati per il mantenimento dell’attività è la soglia minima di 500 parti all’anno; nel reparto di Portogruaro questa soglia non è stata raggiunta. Come per altre realtà venete in cui si registra un’attività analoga, la Regione si è rivolta a Roma per ottenere un’ulteriore deroga, ma non è stata concessa».
«Sul piano della prossimità delle cure – prosegue l’Assessore – rafforzeremo l’assistenza territoriale, in maniera più aderente alle esigenze delle future mamme e dei neonati. In vista della prevista chiusura del punto nascita di Portogruaro, nel Veneto Orientale sarà potenziata la rete delle visite domiciliari per le gestanti e sarà attivato un servizio specifico di trasporto e accompagnamento verso i presidi ospedalieri. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale, vicinanza e risposte concrete alle necessità delle famiglie. Un punto irrinunciabile, inoltre, è rappresentato dalle condizioni di sicurezza nei trasferimenti, a fronte della necessità di eventuali trasporti verso ospedali che devono essere raggiunti con tempestività perché dispongono di particolari competenze o specifici servizi clinici indispensabili all’appropriatezza delle cure. Mi riferisco allo STEN (Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale) e allo STAM (Servizio di Trasporto Assistito Materno), servizi garantiti da personale altamente specializzato e dotati di mezzi appositamente attrezzati per i neonati o le donne in gravidanza».
«Comprendo le preoccupazioni che la riorganizzazione dei punti nascita può suscitare in una comunità che ha nell’ospedale di Portogruaro un riferimento storico e identitario – conclude Gerosa –. Ma non viene meno il diritto insindacabile dei cittadini a cure accessibili e di qualità. Non saranno mai ridimensionati, però, i criteri di sicurezza a tutela delle famiglie venete. Anche per questo, la Regione, per quanto di sua competenza, nell’ambito delle schede ospedaliere, sta valutando un potenziamento dei servizi della struttura sanitaria. Continueremo a investire e a lavorare con l’unico obiettivo di rendere sempre più efficiente una rete assistenziale di qualità, sicura e rispondente alle necessità dei cittadini e del territorio».
(SANITA’)
