Divieto della bandiera di San Marco all’Euganeo – Boron (ZP): «Atto gravissimo. Sembra che a Roma l’Autonomia del Veneto spaventi non poco»

Venezia, 11 novembre 2019- « Ci aspettiamo tutti, i veneti in primis, che dai piani alti del Viminale arrivino precise, chiare e soprattutto valide spiegazioni di quanto accaduto ieri allo Stadio Euganeo. Vietare l’ingresso della bandiera di San Marco allo stadio profuma di gravissimo atto di repressione, mascherato da innocuo provvedimento. A questo punto, il fatto si somma a quanto sta non-avvenendo con l’Autonomia. Potrei pensare che a Roma l’Autonomia e le capacità del popolo veneto facciano paura e non poca».

Usa queste parole Fabrizio Boron, consigliere regionale della Lista Zaia, per commentare quanto accaduto poco prima della partita Padova-Sudtirol di ieri, quando è stato vietato ad un ragazzo di 14 anni di portare all’interno dello Stadio Euganeo la bandiera raffigurante il vessillo di San Marco.

«Devono anche spiegarci con quale criterio possa essere stata considerata pericolosa l’esposizione della bandiera veneta, durante una partita come quella di ieri. Dato che si parla addirittura di tavoli settimanali per la sicurezza e l’ordine pubblico, riuniti ad hoc per stabilire quali bandiere e striscioni possono entrare alle varie manifestazioni sportive. E poi, infine, ci devono anche dire come giustificano invece tutta la violenza verbale e fisica che viene perpetrata e reiterata ad ogni partita, dentro e fuori dagli stadi».

Boron chiude poi con un ringraziamento: «Da Veneto e da consigliere regionale veneto ringrazio tutti i tifosi padovani che ieri in curva hanno posto opposizione a questa decisione esponendo nel loro piccolo una bandiera “col Leone” rimasta dissequestrata; gesto tutt’altro che violento e sovversivo, ma segno invece di cultura ed identità, che per i veneti significa rispetto e pace».

(Lega Nord)