
Sociale – Valdegamberi (Tzimbar Earde): “Anziani, disabili e malati psichiatrici sono destinati alla totale reclusione: Regione cerchi di mitigare il più possibile le disposizioni statali sul Coronavirus”

(Arv) Venezia 15 giu. 2020 – “Le ultime direttive statali in tema di Coronavirus rischiano di isolare ancora di più le persone anziane, i disabili e i malati psichici che soffrono, si sentono abbandonate dai loro cari e rischiano di morire di crepacuore”. Le parole sono del consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Tzimbar Earde) che osserva: “Mentre ci preoccupiamo giustamente dell’apertura di discoteche e dei luoghi di svago, non dobbiamo dimenticarci che ci sono persone che, nonostante la ormai scomparsa del virus, sono da mesi e mesi recluse nelle comunità residenziali senza poter ricevere l’affetto dei loro cari. Molti anziani o persone con patologie psichiatriche o con disabilità non si rendono conto di cosa stia succedendo attorno a loro, del perché non ricevono più la visita e il sorriso dei loro cari. Si lasciano andare, regrediscono, augurandosi persino la morte. Le loro sofferenze per questo distacco stanno portando a gravi alterazioni della loro psiche”. “Mi giungono testimonianze drammatiche – continua il consigliere – Anche l’ultimo Decreto, nonostante la remota possibilità di un contagio, lascia queste persone in uno stato di totale isolamento, ancor maggiore dei detenuti nelle carceri. Si addossa tutta la responsabilità per le visite ai dirigenti di queste strutture che, timorosi di essere poi perseguiti anche penalmente, tengono sbarrate le porte anche se il rischio di contagio è oggi ormai residuale o nullo. Alcune strutture negano ancora oggi ogni contatto con i familiari. E così sarà ancora per molto tempo, vista la norma. Mentre si può ballare in discoteca stando a debita distanza, per queste persone è negato persino il diritto a un saluto, a un sorriso, a una parola di conforto da parte dei familiari. Ritengo eccessiva, se non disumana, questa reclusione, che genera depressioni e sofferenze interiori indicibili a queste persone che da mesi non riescono ad avere contatti, se non limitatissimi, con l’esterno”.“Una seria riflessione va fatta – conclude Stefano Valdegamberi – Prevenire un rischio non vuol dire dover provocare la morte psicologica e anche fisica, di crepacuore, di persone fragili a causa del lungo tempo di forzoso distacco dai loro affetti più cari. Una boccata d’aria e un po’ di sole farebbe bene anche a loro e, ancora di più, un sorriso e l’affetto di una persona cara che queste persone non vedono da mesi. Mi auguro che le disposizioni regionali che usciranno nei prossimi giorni riescano a mitigare un po’ le rigide norme del Governo, alle quali tuttavia non sarà possibile derogare”.
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