Giorno della Memoria, in Provincia le celebrazioni ufficiali

La Provincia di Rovigo ha ospitato le celebrazioni ufficiali per il Giorno della Memoria. Martedì 27 gennaio la sala consiliare di Palazzo Celio ha accolto autorità politiche, civili e religiose oltre ad una rappresentanza di studenti per una mattinata dedicata al ricordo, al tributo e alla riflessione; a fianco del presidente Enrico Ferrarese, che ha fatto gli onori di casa, anche il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin e il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi, intervenuti per i saluti istituzionali e una delegazione di studenti del liceo classico “Celio-Roccati” di Rovigo oltre al rabbino capo della comunità ebraica di Padova Adolfo Aharon Locci.

Il sindaco Valeria Cittadin: “Questa giornata non è uno slogan, occorre imparare a conservare la libertà che abbiamo conquistato, dobbiamo esser tutti ‘sentinelle’ che avvertono eventuali segnali di sopruso”.

Il prefetto Franca Tancredi: “Il nazifascismo è nato con la complicità della maggioranza, l’invito che rivolgo è di non restare mai indifferenti. Lo sterminio del popolo ebraico e dei ‘diversi’ rappresenta uno dei crimini più gravi della storia, forse il suo punto più basso di disumanizzazione”.

A seguire il contributo del mondo della scuola, ormai una consuetudine, con le ragazze e i ragazzi della classe IV E e delle quinte E ed F accompagnati dai professori Martina Panzani e Mirko Nistoro: gli studenti, sei dei quali con una candela in mano a simboleggiare gli altrettanti milioni di vittime dei campi di sterminio, hanno presentato un video e una raccolta di scatti fotografici con il loro commento in sottofondo. 

Quindi, l’intervento di Locci che ha sottolineato l’importanza della ricorrenza – l’Italia è stato il primo Paese a istituire il Giorno della Memoria – con la scelta del 27 gennaio che ha voluto dare un respiro globale all’evento. “Per un ragazzo di oggi – queste le sue parole – la Shoah è qualcosa di lontano e sfuocato nel tempo ma questa non è una pagina di storia come tante altre, è qualcosa di unico. I riti tengono unita la comunità e il Giorno della Memoria ha questo scopo, tenerci compatti nel ricordo di quel che è stato, che va tenuto vivo e fertile per produrre anticorpi per oggi e non solo lacrime per ieri”.

Le commemorazioni sono quindi proseguite in corteo prima presso il vicino cimitero ebraico di Rovigo in piazzale Soccorso, dove sono stati citati i deportati polesani nei campi di sterminio e dove il rabbino ha recitato un inno alla loro memoria, poi alla pietra d’inciampo di via Remigio Piva per chiudersi all’ingresso di piazzetta Annonaria su via X Luglio, in corrispondenza della lapide posta a ricordo della Shoah.

Istituito in Italia dalla legge n. 211 del 20 luglio 2000, il Giorno della Memoria si celebra ogni 27 gennaio, data in cui furono abbattuti i cancelli di Auschwitz e il mondo potè vedere per la prima volta gli orrori dell’Olocausto; questa ricorrenza ricorda le vittime della Shoah, le leggi razziali, la prigionia dei cittadini ebrei ma anche la deportazione di militari e politici nei campi di concentramento nazisti.

 

A cura di
Ufficio Stampa

 

 

(Provincia di Rovigo)