La Polizia di Stato di Vicenza esegue una misura cautelare a carico di un giovane minore presso una comunità

Nel pomeriggio dello scorso 6 febbraio, personale della Sezione Volanti, della Squadra Mobile e dell’Ufficio di Gabinetto della Questura di Vicenza ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare, presso una comunità, a carico di un minorenne italiano, ritenuto responsabile di alcune rapine avvenute nel centro cittadino tra il mese di novembre e di dicembre del 20205.

La misura, adottata dal Gip del Tribunale per i minorenni di Venezia, è stata disposta a seguito della attività di polizia giudiziaria curata dal personale dell’UPGSP della Questura di Vicenza che ha raccolto numerose denunce sporte da alcuni minorenni rapinati nelle aree del centro storico del capoluogo berico.

L’autore delle rapine, a carico del quale sono stati enucleati dalla polizia giudiziaria gravi elementi di colpevolezza, aveva, con il tempo, assunto un ruolo particolarmente attivo all’interno di un gruppo di coetanei dediti alla commissione di analoghi reati.

Secondo quanto accertato ed avallato dal Gip, infatti, il minore, poi ristretto presso una comunità per minori sita nel friulano, avvalendosi della collaborazione di altri coetanei, era solito adottare il medesimo modus operandi, dapprima accerchiando la vittima per poi minacciarla appropriandosi dei pochi contanti in possesso delle giovanissime vittime.

I fatti, avvenuti tutti nel centro cittadino, hanno evidenziato, secondo quanto sostenuto nel provvedimento del Gip, la condotta “palesemente deviante e in dispregio delle regole del rispetto degli altri e dell’altrui proprietà” assunta dal giovane minorenne”, nonché “della persona altrui, utilizzando metodi subdoli per cogliere momenti di fragilità delle parti offese……e aggredirle senza remore o pietà e, nel contempo, agendo in concorso con altri sodali in un accrescimento reciproco di violenza gratuita”.

Proprio in riferimento a questi ultimi sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi volti a definirne, con maggiore precisione, il sodalizio con il principale

reo che, già dallo scorso gennaio, è destinatario della misura del divieto di accesso alle aree urbane disposto dal Questore di Vicenza a seguito di altre attività di polizia giudiziaria portate a termine dalla Squadra Mobile, dall’UPGSP della Questura e dall’Arma dei Carabinieri.

Il giovane, condotto negli uffici della Questura dal padre, è stato pertanto associato, in regime di detenzione, presso una comunità per minori sita in Friuli Venezia Giulia.

Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte dell’Ufficio procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.

 

(Questura di Vicenza)