
Gli effetti della guerra in Iran iniziano a riflettersi anche sui prezzi dei carburanti, con rincari che stanno già incidendo sulle tasche degli italiani. Un aumento che non è passato inosservato né ai cittadini né ai gestori delle stazioni di servizio.
Basta osservare l’andamento dei prezzi nelle ultime giornate per rendersi conto del cambiamento. «Nel giro di quattro giorni si è registrato un aumento che oscilla tra i 10 e i 20 centesimi al litro – spiega Paolo Benvenuti, presidente Faib Confesercenti del Veneto Centrale –. Solo pochi giorni fa il diesel si attestava mediamente intorno a 1,68 euro al litro, mentre oggi il prezzo medio ha superato quota 1,90 euro, con punte che arrivano anche a 1,99 euro. Una situazione destinata a pesare già nel fine settimana, con possibili aumenti ancora più preoccupanti».
Secondo l’associazione dei gestori, l’andamento delle quotazioni registrato nelle ultime ore lascia prevedere un nuovo picco dei prezzi. Una dinamica che, oltre a colpire automobilisti e imprese, rischia di mettere ulteriormente sotto pressione i titolari delle stazioni di servizio, già alle prese con margini ridotti e forte volatilità del mercato.
«Da oggi le quotazioni continuano a salire e temiamo che il prossimo fine settimana possa essere caratterizzato da rincari molto significativi – spiegala Paolo Benvenuti, presidente Faib Confesercenti del Veneto Centrale –. I gestori stanno vivendo con forte preoccupazione questa nuova fase di aumento dei prezzi».
La preoccupazione, sottolinea ancora l’associazione, è diffusa tra i gestori del territorio: «Dopo l’ultimo incontro di ieri sera della Presidenza Faib Confesercenti del Veneto, il quadro che emerge è di forte apprensione. I titolari degli impianti guardano con timore ai prossimi giorni e chiedono risposte chiare per evitare che il peso delle oscillazioni ricada ancora una volta sull’ultimo anello della filiera».
Il timore è che dietro l’andamento dei prezzi possano esserci meccanismi poco trasparenti o comunque non pienamente spiegabili con le sole dinamiche di mercato «Apprezziamo l’incontro di oggi con “MisterPrezzi” e con il Ministero – aggiunge Flavio Convento, vicepresidente nazionale Faib – È necessario fare chiarezza sulle dinamiche che stanno determinando questi aumenti. Non è in alcun modo credibile l’immediato aumento dei prezzi. Ci auguriamo l’altrettanto immediato abbassamento degli stessi, nel momento in cui terminerà la crisi internazionale».
Nel frattempo, i gestori continuano a operare con margini limitati. «È bene ricordare – evidenzia l’associazione – che il gestore percepisce mediamente i 3,5 centesimi al litro fissi. Gli aumenti non portano alcun beneficio alla rete distributiva, e anzi mettono in difficoltà non solo i consumatori, ma anche le gestioni che si trovano a dover acquistare ad un prezzo più altro il prodotto senza avere alcun potere sulle politiche di prezzo».
Per questo Faib Confesercenti del Veneto Centrale chiede un intervento istituzionale. «È necessario – conclude Convento – che il Governo pretenda dalle compagnia petrolifere rispetto per le comunità che le ospita e permette loro sempre di fare un business remunerativo».
