
Nella giornata di ieri, 30.03.2026, Operatori della Squadra Mobile della Questura di Vicenza, nel corso di servizi mirati di prevenzione dei reati contro il patrimonio, rintracciava un 30enne, residente a Vicenza, destinatario dell’Ordine di Carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Padova.
Il predetto doveva espiare una pena di 6 anni e 4 mesi di reclusione, per i reati di Devastazione e Saccheggio Aggravato – Lesioni Personali Aggravate.
La condanna si riferisce ai gravi disordini scoppiati a marzo 2020 presso la Casa Circondariale di Padova, in pieno periodo di emergenza pandemica.
Secondo la ricostruzione dei fatti, la tensione culminò in una violenta sommossa che coinvolse circa quaranta detenuti.
La miccia della protesta fu la simulazione dell’indigestione di un liquido corrosivo da parte di un recluso, atto che scatenò il caos al 4 piano della struttura, in due sezioni specifiche.
Durante i disordini, i reparti sono stati pesantemente devastati: i rivoltosi hanno dato fuoco a indumenti e materassi per creare barricate a ridosso dei cancelli; sono stati messi fuori uso i sistemi di video sorveglianza e gli impianti idraulici.
Al termine dei disordini si sono contati una decina di agenti feriti, molti dei quali rimasti intossicati dai fumi sprigionati dai roghi.
La protesta è stata alimentata dal forte malcontento conseguente alle restrizioni anti – Covid, giudicate troppo gravose a fronte di una percepita carenza di tutela sanitaria.
