La creatività femminile in viticoltura: dalla vigna alla cantina fino alla dispensa

La creatività femminile in viticoltura: dalla vigna alla cantina fino alla dispensa

Le donne di Coldiretti Veneto protagoniste al Vinitaly con idee innovative tra tradizione e sperimentazione: 1/3 delle cantine d’italia sono a titolarità rosa.

Dalla cura della vite fino alla trasformazione in cantina e alla valorizzazione in cucina, la creatività femminile si conferma una forza trainante nel mondo vitivinicolo. Le imprenditrici di Coldiretti Veneto, protagoniste al Vinitaly, hanno portato esempi concreti di innovazione “in rosa”, capaci di unire sostenibilità, recupero delle tradizioni e nuove visioni imprenditoriali.
Tra le proposte più originali spicca la biocosmesi degli acini, sviluppata da Sabrina Bacchin dell’azienda “La Terra di Nonna Dina” di Due Carrare (Padova): saponi e creme naturali realizzati con piante officinali e vinacce, esempio virtuoso di economia circolare che valorizza gli scarti della vinificazione.
Il connubio tra vino e arte prende forma nella collezione “Le Pue” (Le bambole), ideata da Marika Zanuso della Cantina San Nazario sui Colli Euganei: una serie di bottiglie impreziosite da etichette artistiche disegnate dall’autrice, veri e propri oggetti da collezione.
Non manca l’impegno sociale con il Prosecco Gentile “Coltiviamo il rispetto”, simbolo della vendemmia notturna nella “Vigna di Sarah” a Vittorio Veneto (Treviso), che diventa messaggio di sensibilizzazione e promozione di una cultura del rispetto.
Dalla tradizione contadina arrivano le marmellate di “vini proibiti” dell’azienda agricola Al Botteghino di Bagatella (Rovigo), guidata da Lidia Ariano: confetture a base di uva Clinto, varietà americana resistente alla fillossera, a lungo osteggiata e oggi riscoperta come patrimonio di biodiversità.

Ci sono anche i succhi d’uva fragola de ‘La Giasena’ che coltiva frutteti nel bellunesi e con resilienza anche questo vitigno ormai in disuso.

Tra i sapori antichi, rivive il budino di mosto “Sugoli”, preparato dall’azienda agrituristica didattica “Il Giglio Rosso” di Susanna Miola (Arsiero, Vicenza): una gelatina di origine contadina legata con farina, simbolo della cucina della vendemmia.
La creatività continua con le composte di uva e vino dell’azienda “La Casa sulla Collina” di Veronica Galzignano Terme (Padova), che abbina varietà pregiate a frutta selezionata: Friularo con ciliegie, Cabernet con Raboso, Moscato Giallo con pesche bianche.
Non meno interessanti le confetture d’uva dell’azienda agricola Scarpon di Arquà Petrarca (Padova), declinate nelle varietà Glera, Moscato Fior d’Arancio e Cabernet Merlot, espressione autentica del territorio.
Infine, il recupero delle tradizioni passa anche attraverso il “Vin Piccolo”, antica bevanda contadina veronese conosciuta come “graspìa”, ottenuta dalla fermentazione delle vinacce con acqua: una testimonianza della cultura rurale riportata alla luce dall’Associazione G.R.A.S.P.O. Vitigni Rari.
Un percorso che dimostra come le donne in agricoltura sappiano innovare partendo dalle radici, trasformando la viticoltura in un’esperienza che va oltre il vino, abbracciando benessere, arte, sostenibilità e memoria. Al Vinitaly, Coldiretti Veneto racconta così una storia di talento, passione e visione tutta al femminile.

(Coldiretti Treviso)