15 aprile 2026. L’edizione 2026 del Vinitaly si è conclusa confermando il ruolo centrale di Coldiretti nel difendere e valorizzare il patrimonio vitivinicolo italiano. Durante la manifestazione, l’organizzazione ha lanciato un messaggio di forte rappresentanza sindacale, simboleggiato visivamente dalla grande bottiglia avvolta da catene spezzate che accoglieva i visitatori all’ingresso di Casa Coldiretti. Questa installazione ha rappresentato l’urgenza di liberare il settore dal peso soffocante della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche, fattori che secondo l’analisi dell’associazione hanno sottratto finora circa 1,6 miliardi di euro alle aziende italiane.
Il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha ribadito con forza che la semplificazione non è un semplice slogan ma una necessità economica concreta per restituire risorse preziose alle tasche dei produttori, permettendo loro di investire in qualità e innovazione. Coldiretti ha voluto sottolineare come il vino sia un pilastro della Dieta Mediterranea e della salute, ponendosi come baluardo contro la diffusione di cibi ultraprocessati e bevande energetiche che minacciano le giovani generazioni. L’impegno sindacale si è tradotto in un ricco programma di eventi e approfondimenti volti a proteggere un comparto che, nonostante le difficoltà, genera un fatturato di 14 miliardi di euro e coinvolge oltre 241.000 imprese.
Il presidente Ettore Prandini ha tracciato un bilancio dell’export, evidenziando come il vino italiano sia rimasto una bandiera del Made in Italy nel mondo con quasi 8 miliardi di euro di vendite all’estero nel 2025. Nonostante le forti incertezze causate dalle politiche doganali degli Stati Uniti, primo mercato di riferimento che ha fatto registrare cali significativi nei primi mesi del 2026, Coldiretti ha già programmato azioni concrete di supporto, come la missione promozionale a New York prevista per il prossimo giugno. L’organizzazione ha dimostrato che la strada per la ripartenza passa per l’identità e la distintività, puntando su un modello che negli ultimi dieci anni ha già visto crescere il valore medio del prodotto del 39%.
I numeri presentati durante i giorni della fiera hanno confermato la solidità del settore, che poggia su 681.000 ettari di vigneti, di cui ben il 78% destinato a produzioni a Indicazione Geografica. Attraverso il suo operato al Vinitaly, Coldiretti ha ribadito la volontà di sostenere le aziende nella sfida dei mercati globali, promuovendo un piano straordinario di promozione per recuperare terreno e valorizzare quella biodiversità unica che, grazie a centinaia di varietà autoctone, rende il vino italiano un’eccellenza ineguagliabile.
