
AGROMAFIE: COLDIRETTI, LEGGE CASELLI TUTELA FILIERA AGROALIMENTARE DA 707 MILIARDI
SALVAN:”NORMA SCUDO PER LA DOP ECONOMY VENETA”
Il sì della Camera corona una lunga battaglia portata avanti da Coldiretti. Il giro d’affari delle agromafie è salito a 25,2 miliardi.
La conversione in legge del ddl sui reati agroalimentari, approvata dalla Camera nella Giornata del Made in Italy, segna una svolta decisiva nella tutela delle eccellenze di una filiera agroalimentare estesa, che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella Dop Economy la sua espressione più avanzata. È quanto sottolinea Coldiretti, che esprime il proprio ringraziamento al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida per il coraggio nel sostenere e portare a compimento un provvedimento atteso da dieci anni, ispirato alle proposte della cosiddetta “Legge Caselli”, da sempre promossa dalla principale organizzazione agricola italiana ed europea attraverso il lavoro della Fondazione Osservatorio Agromafie, di cui lo stesso Giancarlo Caselli è presidente del comitato scientifico fin dalla sua costituzione.
L’aggiornamento del codice penale con un capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare rappresenta un progresso fondamentale per contrastare efficacemente le frodi nella filiera alimentare – rileva Coldiretti – e mira a tutelare in particolare le denominazioni di origine Dop e Igp. La presenza della criminalità organizzata costituisce un’aggravante della frode e del commercio con segni mendaci, così da riconoscere finalmente la pericolosità delle attività fraudolente organizzate e reiterate.
Secondo l’ultimo Rapporto elaborato da Coldiretti, Eurispes e Fondazione Osservatorio Agromafie, il volume d’affari dei crimini agroalimentari in Italia è salito a 25,2 miliardi, praticamente raddoppiato nell’ultimo decennio.
Coldiretti esprime soddisfazione anche per la nuova disciplina che irrigidisce le sanzioni amministrative contro chi viola le regole su etichettatura, indicazione dell’origine, elenco degli ingredienti e uso improprio delle denominazioni. Si tratta di un passaggio coerente con la storica battaglia dell’organizzazione per rendere obbligatoria l’origine su tutti i prodotti europei e smascherare i casi di italian sounding che, sfruttando il codice doganale, consentono di trasformare con un’ultima lavorazione un prodotto estero in un “falso” Made in Italy agli occhi del consumatore.
Proprio in Veneto, una delle regioni simbolo della qualità agroalimentare italiana, si è tenuto a Venezia un importante momento di confronto sul tema delle infiltrazioni criminali a danno dei consumatori e degli imprenditori agricoli. Un fenomeno che riguarda in particolare la Dop Economy veneta, un comparto che vale oltre 5 miliardi di euro e che, proprio per il suo elevato valore economico e reputazionale, risulta particolarmente esposto ai tentativi di contraffazione. In occasione del meeting sulla legalità, Coldiretti ha ribadito il proprio impegno nella promozione della trasparenza e della tracciabilità delle produzioni, mettendo in campo progetti condivisi con la Regione del Veneto che insieme alla Fondazione Osservatorio Agromafie ha intrapreso un percorso di crescita culturale sui temi della trasparenza, del rispetto dei diritti del lavoro, del contrasto a forme di sfruttamento anche nelle scuole del territorio regionale coinvolgendo anche le autorità di controllo competenti.
“Il Veneto è una delle culle del Made in Italy agroalimentare e proprio per questo rappresenta un obiettivo sensibile per le agromafie – sottolinea Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. La tutela delle nostre produzioni Dop e Igp passa da regole più efficaci, controlli stringenti e piena trasparenza lungo tutta la filiera. La nuova legge rappresenta uno strumento fondamentale per difendere il lavoro degli agricoltori e la fiducia dei consumatori, ma è altrettanto importante continuare a investire in cultura della legalità e collaborazione tra istituzioni e imprese”.
