15 aprile 2026. L’approvazione definitiva del disegno di legge sui reati agroalimentari, avvenuta in coincidenza simbolica con la Giornata del Made in Italy, segna la fine di un’attesa durata oltre un decennio. Si tratta di una vittoria fondamentale per Coldiretti e per la Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, organizzazioni che hanno ispirato e sostenuto il testo sin dalla sua genesi. Questa riforma non rappresenta solo un aggiornamento tecnico, ma una vera rivoluzione culturale e giuridica che riconosce al cibo lo status di bene di rilevanza sociale meritevole di una tutela rafforzata.
Il cuore della riforma risiede nell’aggiornamento del Codice Penale attraverso l’introduzione di un capo specifico dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Tale innovazione permetterà di colpire con estrema efficacia le strutture criminali che inquinano il mercato, prevedendo aggravanti specifiche quando le frodi sono riconducibili a programmi strutturati. La criminalità organizzata nel settore, il cui volume d’affari è raddoppiato in dieci anni toccando i 25,2 miliardi di euro, troverà ora sanzioni proporzionate alla sua reale pericolosità. Al contempo, viene protetta una filiera estesa che vale oggi 707 miliardi di euro, salvaguardando in particolare la Dop Economy e le denominazioni di origine dai crescenti tentativi di usurpazione.
Coldiretti esprime profonda soddisfazione anche per l’inasprimento delle sanzioni relative all’etichettatura e all’origine dei prodotti. La nuova disciplina mira a smascherare l’inganno consentito dalle pieghe del codice doganale, che finora ha permesso a troppi prodotti esteri di diventare italiani dopo un’ultima minima lavorazione. Con le nuove norme, l’uso improprio di simboli e diciture che richiamano l’italianità senza un reale legame territoriale sarà punito con severità, rispondendo così alla storica battaglia dell’organizzazione per la trasparenza totale dal campo alla tavola.
Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Agromafie, ha sottolineato come questo provvedimento adegui finalmente lo strumento penale alla realtà dei fenomeni criminali moderni, garantendo sia la sicurezza dei cittadini che la leale concorrenza tra le imprese. Coldiretti ha inoltre rivolto un ringraziamento al Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, per la determinazione nel portare a compimento un iter legislativo complesso che dà finalmente dignità normativa alle proposte della commissione di studio presieduta dallo stesso Caselli.
Per ogni imprenditore agricolo che opera con trasparenza, questa legge significa la certezza di un mercato più giusto. Eliminare i falsi e colpire le agromafie significa restituire valore economico diretto ai produttori onesti, garantendo che il prestigio del Made in Italy non venga più sottratto da chi opera nell’illegalità a danno della salute e dell’economia nazionale.
