
Tre di questi erano già stati denunciati a vario titolo da personale DIGOS il 15 febbraio del 2025 dopo aver aggredito con calci e pugni e oggetti contundenti 8 militanti del movimento politico CasaPound, arrecando gravi lesioni al pavimento dell’orbita oculare di uno di questi.
I poliziotti della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Padova hanno dato esecuzione a 7 misure di prevenzione personale disposte dal Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, 4 daspo Willy di cui 3 con contestuale obbligo di firma, 2 avvisi orali e un daspo fuori contesto, nei confronti di 4 attivisti del Centro Sociale Pedro di età compresa tra i 21 e i 31 anni arrestati in via Annibale Da Bassano da personale dell’Arma dei Carabinieri che durante un controllo erano stati accerchiati ed aggrediti da un gruppo di attivisti, lo scorso 15 aprile e culminati con il ferimento di sette militari.
Infatti, nella tarda serata, nell’ambito del servizio straordinario di controllo dell’area della stazione ferroviaria, i militari notavano l’atteggiamento sospetto della conducente di un’utilitaria temporaneamente parcheggiata nei pressi di un esercizio pubblico sito all’incrocio con via della Santissima Trinità.
La donna, alla vista della pattuglia, faceva salire repentinamente a bordo due giovani appena usciti da una vicina tabaccheria e cercava in tutta fretta di defilarsi.
Insospettiti dalla manovra, i militari decidevano di procedere così al controllo del veicolo e dei relativi occupanti i quali, nel corso dell’accertamento ai fini identificativi, assumevano sin da subito un atteggiamento ostile ed oltraggioso, tentando a più riprese di eludere il controllo dimenandosi con calci e pugni verso gli operanti al fine di allontanarsi.
La situazione tuttavia degenerava nel giro di pochissimi minuti in quanto, allertati dai fermati, giungevano rapidamente sul posto una quarantina di soggetti provenienti dal vicino centro sociale Pedro che, attuando una vera e propria barriera fisica attorno ai militari, creavano una situazione di forte pressione e di accerchiamento ai danni degli stessi e provavano in tutti i modi a delegittimarne l’operato ostacolandone l’attività di accertamento al fine di agevolare la fuga dei fermati.
Solo grazie all’immediato arrivo sul posto di numerose pattuglie a supporto della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Padova, dopo una prolungata e reiterata resistenza attiva opposta dai militanti del Pedro i tre occupanti del veicolo venivano bloccati unitamente ad un quarto individuo ed accompagnati in caserma, ove venivano arrestati in flagranza di reato per resistenza, lesioni personali e oltraggio a pubblico ufficiale.
Il giorno successivo, in sede di udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Padova procedeva alla convalida degli arresti disponendo la relativa scarcerazione degli stessi e la contestuale misura cautelare dell’obbligo di dimora a Padova e dell’obbligo di permanenza nei rispettivi domicili tra le 22 e le 7 del mattino.
Il Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio, alla luce della gravità dei comportamenti descritti, ha immediatamente attivato la Divisione Polizia Anticrimine ai fini di valutare l’adozione dei provvedimenti di prevenzione previsti dalla specifica normativa.
In particolare è emerso che tre delle persone arrestate, nella mattinata del 15 febbraio 2025, si erano già evidenziati per una violenta aggressione perpetrata in Prato della Valle , in concorso con svariati altri soggetti, nei confronti di alcuni militanti del movimento di estrema destra Casapound, aggravata dal ricovero in ospedale di un giovane 32 enne il quale riportava gravi lesioni ad un occhio dovute alla frattura del pavimento dell’orbita oculare con conseguente successivo intervento chirurgico.
Al termine dell’attività istruttoria, sussistendo i presupposti di legge e considerata la pericolosità sociale emersa a carico dei responsabili, comprovata dai numerosi precedenti penali gravanti a proprio carico per reati di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, rapina, invasione di terreni ed edifici, interruzione di pubblico servizio, violazione di domicilio, imbrattamento e deturpamento di cosa altrui, il Questore ha così disposto nei confronti di tutti e quattro i soggetti coinvolti, su convalida del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale, l’applicazione della misura di prevenzione personale del c.d. Daspo “Willy” vietandone per la durata di 3 anni l’accesso e lo stazionamento all’interno e nelle immediate vicinanze di tutti i locali pubblici e locali di pubblico intrattenimento presenti nell’intera provincia di Padova prescrivendo contestualmente l’obbligo di firma trisettimanale presso gli uffici di Polizia nei confronti di due trentenni e di una 21 enne nonché la misura di prevenzione dell’Avviso orale nei confronti della stessa 21enne e di un 24 enne.
Nei confronti di un soggetto 30enne, gravato anche dal precedente penale del reato di rapina, veniva inoltre adottata la misura di prevenzione del daspo sportivo c.d. “fuori contesto”, con la prescrizione del divieto di accedere per un periodo della durata di 5 anni a tutti gli impianti sportivi ove si disputino le manifestazioni calcistiche.
