
Al via la Campagna nazionale “Artigianato, futuro del Made in Italy” 2026 in partnership con Symbola presentata al MIMIT
Artigianato Aumentato è il titolo della Campagna nazionale “Artigianato, futuro del made in Italy” 2026. L’iniziativa, promossa da Confartigianato in partnership con la Fondazione Symbola e le altre Confederazioni artigiane, si inserisce nel quadro delle celebrazioni per la Giornata nazionale del Made in Italy, con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del made in Italy, e intende raccontare radici e innovazione delle imprese, evoluzione del saper fare italiano, ribadendo il ruolo delle piccole imprese come motore di sviluppo per il Paese.
L’evento di presentazione si è svolto il 23 aprile a Palazzo Piacentini, sede del MIMIT e si concluderà l’11 giugno 2026 a Mantova, quando verranno celebrati cento protagonisti, anche della nostra provincia, per la loro capacità di evolvere e restare competitivi, mantenendo vive le competenze e i saperi tradizionali che rendono il made in Italy apprezzato nel mondo.
Con l’occasione Confartigianato ha fotografato l’imprenditoria artigiana nel territorio attraverso una elaborazione a cura dell’Ufficio Studi. In questo contesto per rendere analiticamente osservabile l’idea che l’artigianato dia “anima e voce” ai prodotti, il lavoro si è concentrato sul perimetro settoriale delle ‘4 A’ ovvero i settori di Alimentare e bevande, Abbigliamento e moda, Arredo e legno e Automazione e meccanica. Settori scelti in quanto rappresentazione iconica della Made in Italy a vocazione artigiana, comparti che trasformano materia in identità, lavoro in racconto, produzione in valore economico e culturale misurabile.
A livello vicentino nei settori individuati dalle ‘4 A’, alla fine del primo trimestre del 2025, operano 9.716 imprese con 106.233 addetti. Settori ad alto tasso di creatività e quindi una alta vocazione artigiana: sono infatti 5.312 le imprese artigiane, pari al 54,7% del totale delle imprese delle ‘4 A’, le quali danno lavoro a 21.416 addetti, pari al 20,2% dell’occupazione totale delle ‘4 A’ ed al 3,3% dell’occupazione del totale economia privata non agricola. Gli stessi settori nel 2025 (ultimi dodici mesi a settembre) a livello vicentino hanno esportato per quasi 16 miliardi di euro, pari al 70,1% del totale export ed al 44,0% del PIL provinciale, incidenza più che doppia rispetto al dato nazionale del 17,9%. Il 42,0% dell’export dei settori delle ‘4 A’ è rappresentato da Abbigliamento e moda, il 39,4% da Automazione e meccanica, il 10,6% da Arredamento e l’8,0% da Alimentare e bevande.
“L’artigianato italiano, e vicentino, rappresenta una componente essenziale del sistema economico nazionale, sia in termini di numero di imprese sia per la sua incidenza occupazionale – commenta il presidente di Confartigianato Vicenza, Gianluca Cavion-. Ben vengano quindi tutte le misure e gli impegni che vanno nella direzione della tutela e promozione del Made In Italy, come la norma che riconosce il termine artigiano e artigianale solo a chi ha determinate caratteristiche, e sanzioni a chi li usa impropriamente; e il ddl che impone una chiara differenziazione, a favore dei consumatori, tra pane fresco e pane surgelato”.
In termini generali, nel Vicentino si contano 22.477 imprese artigiane registrate alla fine del 2025, il comparto costituisce il 28,6% delle imprese, sottolineando il suo ruolo strategico all’interno del tessuto produttivo, fortemente caratterizzato dalla presenza di micro e piccole imprese con meno di 50 addetti. L’incidenza sociale si misura con 2,6 imprese artigiane ogni 100 abitanti (media Italia 2,1) e 6,1 imprese artigiane ogni 100 famiglie (media Italia 4,7). Sempre nel vicentino, in termini occupazionali, le imprese artigiane contano 57.515 addetti, pari al 16,7% del totale degli addetti del settore privato non agricolo. Di questi, 31.802 mila sono dipendenti (55,3%) ed i restanti 25.713 sono indipendenti (44,7%). Sono quindi 7.708 le imprese artigiane vicentine con dipendenti, pari al 31,9% del totale delle imprese con dipendenti e che la dimensione media del totale delle imprese artigiane è di 2,94 addetti per impresa, la 7ª maggior dimensione aziendale tra le province italiane e la 1ª in Veneto.
In termini economici, in provincia d Vicenza le imprese artigiane generano un valore aggiunto di 3,93 miliardi di euro, pari al 12,8% del totale provinciale.
“I dati emersi confermano il ruolo di attore sociale che da sempre riveste l’artigianato: dove c’è un laboratorio, una bottega, una azienda, c’è lavoro e quindi famiglia e comunità e grazie alla sua capillarità territoriale sostiene le aree interne e montane, spesso colpite da maggiori difficoltà legate alla minor presenza di infrastrutture e servizi nonché ad un maggior spopolamento ed invecchiamento della popolazione”, continua Cavion. Che aggiunge: “L’artigianato assume un ruolo di inclusività nella società e dimostra dinamicità e capacità di accogliere nuove energie: alla fine del 2025 conta, infatti, 3.874 imprese artigiane a conduzione femminile, pari al 17,3% del totale delle imprese artigiane ed al 24,6% del totale imprese a conduzione femminile; e 2.007 imprese artigiane guidate da giovani under 35, pari al 9,0% del totale delle imprese artigiane ed al 36,0% del totale imprese a conduzione giovanile. Non solo, sempre a fine 2025, sono 3.553 imprese artigiane a conduzione straniera, il 15,9% del totale delle imprese artigiane e il 43,1% delle imprese a conduzione straniera”.
Nonostante la ormai cronica mancanza di manodopera qualificata in quasi tutti i settori, l’artigianato gioca un importante ruolo nella formazione professionale in particolare mediante l’apprendistato: nel 2024 in Veneto si contano 16.094 apprendisti in imprese artigiane che rappresentano il 23,8% del totale degli apprendisti, superiore al dato nazionale del 19,8% (Inps, 2025).
“Oggi il mondo dell’artigianato ha davanti nuove sfide: il ricambio generazionale e la ricerca delle competenze per un’offerta di qualità, innovativa e sostenibile. Tutto questo in un contesto caratterizzato da una demografia debole e da un mercato ad elevata incertezza, legata anche a situazioni internazionali che cambiano quotidianamente. Oggi l’artigianato per sopravvivere deve trovare un nuovo equilibrio tra tradizione e innovazione e, in questo cammino, va sostenuto e accompagnato.”, chiude Cavion.
