
Crisi latte, l’invito di Coldiretti Padova: Scegliete i prodotti delle nostre stalle, a Cittadella successo per formaggi e latticini 100% padovani
Per far fronte alla crisi del settore lattiero caseario schiacciato dai costi di produzione dovuti all’aumento vertiginoso del costo delle materie prime Coldiretti Padova propone la ricetta del “km zero”. L’invito ai cittadini è di comprare il latte delle stalle padovane, ma anche formaggi e altri latticini, attraverso i numerosi canali della vendita diretta, a partire dai mercati di Campagna Amica Padova, così da sostenere attivamente il reddito degli allevatori.
“Lo abbiamo sperimentato domenica a Cittadella – spiega Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – dove eravamo presenti come ogni anno alla “Città dei Ragazzi”. Per tutto il giorno abbiamo distribuito yogurt preparato con il latte 100% padovano, raccolto direttamente nelle stalle della nostra provincia e rigorosamente pastorizzato, molto apprezzato dagli ospiti della manifestazione. I consumatori di ogni età, dai genitori con bambini ai giovani e anziani, dimostrano interesse e attenzione verso l’origine del latte e dei suoi derivati e sono propensi ad acquistare i prodotti locali per la qualità e anche per sostenere la nostra zootecnia. Anche in questa occasione abbiamo spiegato ai cittadini che un modo per salvare le stalle padovane, concentrate per lo più nell’Alta, è quello di privilegiare l’origine del latte e dei latticini, di scegliere i prodotti a km zero e di fare la spesa nei mercati contadini come quello di Campagna Amica Padova ogni giovedì mattina a Cittadella. Inoltre per chi è intollerante o è alla ricerca di sapori nuovi è a disposizione anche il latte di capra, prodotto nel padovano. Con l’iniziativa della merenda sana a Cittadella vogliamo inoltre favorire il consumo di latte e latticini anche fra i più giovani, per garantire il giusto ed equilibrato apporto di calcio e nutrienti essenziali. Negli ultimi anni infatti il consumo di latte fra i bambini e giovani è spesso inferiore alla soglia minima raccomandata”.
Nella nostra provincia, ricorda Coldiretti Padova, gli allevamenti zootecnici orientati alla produzione di latte sono 423, concentrati in particolare nell’Alta Padovana, per un totale di oltre 47.800 capi bovini. Nonostante la riduzione del numero delle stalle, che nel 2015 erano 659 con oltre 53 mila capi, la quantità di latte prodotta è passata da 208 mila a 244 mila tonnellate. Aumentano infatti le stalle di grandi dimensioni mentre i piccoli allevamenti sono sempre meno. Il fatturato complessivo del settore latte nel padovano è di circa 80 milioni. In questi mesi i nostri allevatori stanno facendo i conti con il crollo del prezzo del latte e il vertiginoso aumento delle materie prime. Sotto i 50 centesimi per un litro di latte gli agricoltori lavorano in perdita e rischiano di dover chiudere la stalla.
A livello nazionale – continua Lorin – abbiamo raggiunto un accordo trimestrale per il prezzo minimo di 47 centesimi al litro più iva e premio di qualità. Il prezzo del latte non può scendere sotto i costi di produzione mentre lungo la filiera esistono margini che possono essere redistribuiti per garantire un giusto reddito agli allevatori senza penalizzare i consumatori. Il riconoscimento di un prezzo equo è fondamentale per garantire la sopravvivenza delle stalle padovane e la continuità produttiva del comparto. Gli elementi introdotti dall’accordo rappresentano un primo passo, ma è necessario rafforzare il sistema dei contratti, rendere strutturali le tutele per gli allevatori e contrastare con decisione le pratiche sleali che comprimono i margini delle imprese.
Anche i cittadini consumatori possono fare la loro parte – conclude il presidente di Coldiretti Padova – facendo attenzione all’origine e scegliendo latte padovano o veneto, ma anche leggendo bene l’etichetta quando fanno la spesa all’estero. Giusto una settimana fa durante il nostro sit-in al Brennero con 10mila agricoltori abbiamo denunciato ancora una volta l’invasione di latte straniero a basso costo. Da Francia e Germania arrivano cisterne con centinaia di quintali di latte, così come yogurt e altri prodotti caseari. Un vero e proprio paradosso se si considera che agli allevatori nazionali viene detto che c’è troppo latte e quindi devono accettare bassi prezzi quando la verità è che si preferisce acquistarlo all’estero. Ma ci sono anche i formaggi – denuncia Coldiretti –, a partire dalla mozzarella, come quella tedesca che arriva già pronta per l’immissione al consumo perché all’estero non vale l’obbligo dell’etichettatura d’origine, con tanto di confezione che richiama l’italianità”.
